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mercoledì 23 marzo 2016

Tema sul terrorismo a Bruxelles




Il terrorismo di matrice Islamica è uno dei gravissimi problemi che sta sconvolgendo il mondo occidentale, una minaccia sta mettendo a dura prova l'equilibrio dell'Occidente e del mondo intero. L'ISIS, lo Stato Islamico, il Califfato che dai deserti della Siria e dell'Iraq si è allargato e ora minaccia l'occidente è il Totalitarismo del 21esimo secolo: un'ideologia atroce, totalitaria e totalizzante che non ha nulla da invidiare al Nazismo e allo Stalinismo, anzi forse ancora più pericolosa dal momento che, possedendo i potenti mezzi della tecnologia del 21 secolo, nella maggior parte dei casi non si può sapere né prevedere quando, dove e come colpirà.

Nella mattina di oggi, 22 marzo 2016, è giunta la notizia che un nuovo attentato di matrice islamica, dopo quelli che hanno colpito la Francia il 7 gennaio e il 13 novembre 2015, ha colpito l'Europa e ha stroncato la vita a più di 30 persone. Il bersaglio è stata la capitale del Belgio, Bruxelles, nonché centro dell'Europa Politica, pochissimi giorni dopo la cattura, avvenuta proprio in Belgio, di Salah Abdeslam, uno dei principali architetti della strage di Parigi; poco dopo l'esplosione degli ordigni nella metropolitana e all'aeroporto, l'ISIS ha rivendicato l'attentato dichiarando di aver colpito il cuore dell'Europa. 

Sul nostro sito già in passato abbiamo affrontato questi argomenti e abbiamo proposto più di un tema sull'ISIS e sul terrorismo, e abbiamo anche ripreso il tema in occasione degli attentati di Parigi del 13 novembre. Oggi, in funzione di quello che è accaduto in Belgio, svilupperemo un nuovo tema svolto sull'argomento ISIS e terrorismo, perché è molto probabile che nella giornata di domani o comunque in futuro gli insegnanti assegnino da svolgere per compito un tema del genere. 

Traccia del tema sull'ISIS, sul Terrorismo Islamico e sull'attentato di Bruxelles: L'ISIS torna a colpire l'Europa, scegliendo come bersaglio il Belgio, il cuore della politica dell'Europa, pochi giorni dopo la cattura di uno dei responsabili della tragedia di Parigi. Esponi le tue considerazioni in merito al fenomeno ISIS, sul terrorismo di matrice Islamica e suggerisci delle ipotesi su come fermare il dilagante fenomeno ISIS. 
Aeroporto Bruxelles

Tema sull'ISIS e sull'attentato di Bruxelles: svolgimento




Proprio nel momento in cui il mondo stava iniziando a voltare pagina dopo la strage di Parigi, una volta giunta la notizia della cattura di Salah Abdeslam, uno dei principali mandanti nonché esecutori di tali tragedie, l'incubo dell'ISIS torna a minacciare l'Europa e l'Occidente. Dopo, infatti, alcuni attentati che hanno colpito l'Africa come quello al Resort in Costa d'Avorio e un altro attentato che in questi giorni ha colpito Bamako, la capitale del Mali, recentissima è la notizia di nuove bombe jihadiste sull'Europa, precisamente sul suo cuore politico: Bruxelles, la capitale del Belgio, dove da poco era stato arrestato Salah.

L'Europa, quindi, torna a tremare, e di conseguenza tutto l'Occidente, Italia compresa. L'Italia è uno dei paesi che ha più da temere, poiché dista giusto un tiro di schioppo dalle coste della Libia, in cui l'ISIS ha posto la sua nuova capitale operativa. A questo proposito, le potenze occidentali (USA, Francia, Gran Bretagna e anche l'Italia) stanno progettando un'intervento militare di terra in Libia, indirizzato proprio contro l'ISIS. Oltre a questo, il problema è anche all'interno: ogni giorno infatti le nostre forze dell'ordine vengono a conoscenza di sempre più persone che sostengono di simpatizzare per l'ISIS e che si dicono pronti a offrire la propria stessa vita alla causa dello Stato Islamico.

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Cosa fare quindi? C'è chi invoca la guerra, chi addirittura la guerra atomica; c'è chi invoca Putin, richiedendo un'intervento massiccio della Russia in Siria, ma è veramente il caso di lanciarsi nuovamente in una guerra, tenendo a mente quelle recentissime in Libia del 2011 (che, per inciso, ha portato allo scenario attuale) e quella in Siria che ancora infuria? La nostra Costituzione, all'Articolo 11, esprime chiaramente l'idea che l'Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; dice anche, però, che "consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni". Detto in soldoni, appoggia l'intervento militare congiunto soltanto qualora sia atto ad assicurare la pace e la giustizia nel mondo.

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Un intervento militare mirato, ben organizzato, di tutte le principali potenze mondiali sotto l'egida dell'ONU, potrebbe rappresentare una solida soluzione; il problema, però, è che realizzare ciò, oggi come oggi, è un'utopia: oggigiorno, infatti, le grandi potenze preferiscono anteporre i propri interessi economici, commerciali o egemonici al raggiungimento della pace e dell'armonia del mondo: basta vedere quello che sta succedendo, per esempio, in Turchia riguardo alla situazione dei curdi (che, detto per inciso, sono gli unici che in Siria si danno veramente da fare contro l'ISIS).

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Un'altra soluzione, che però funzionerebbe soltanto in un mondo ideale, sarebbe quella di lasciar attuare all'ISIS i propri obiettivi. Mi spiego meglio, perché altrimenti potrei passare per un sostenitore dei tagliagole: l'obiettivo dell'ISIS, secondo alcuni dei più grandi esperti in materia come il giornalista Domenico Quirico, è sostanzialmente quello di riportare il mondo Islamico alla sua Età dell'Oro, che coincide con il periodo del califfato medievale Omayyade-Abbaside, ovvero al Medioevo. Ciò sta a significare, per l'ISIS, conquistare tutti gli antichi territori e 'convertire' al 'vero' Islam Sunnita Wahhabita tutti i musulmani, ovverosia circa un miliardo e mezzo di persone: un'impresa titanica che richiederebbe decenni se non secoli per essere portata a termine. Dato che la loro felicità e tranquillità è quella di vivere nel Medioevo, la proposta è quella di isolarli, accogliere coloro i quali non vogliono vivere con loro e lasciare i restanti vivere come gli pare: in questo modo si renderanno conto, a loro spese, che non è possibile vivere fuori dal tempo e si autodistruggeranno, implorando all'Occidente di aiutarli a ritornare 'al passo coi tempi'. Questo, tuttavia, è uno scenario molto utopico e difficilmente potrebbe essere realizzabile, anche perché, oggigiorno, l'occidente non riesce a vivere senza le risorse del mondo islamico.

Una cosa, però, è certa: tutti noi, nel nostro piccolo, dobbiamo fare la nostra parte. Non dobbiamo farci sopraffare dal panico, mantenere la calma e segnalare alle autorità ogni persona che parla bene dell'Isis, perché potenzialmente potrebbe essere un terrorista. In questo momento ognuno di noi dovrà fare la sua parte, perché siamo nel mezzo di una guerra, e in guerra ognuno è chiamato a fare la sua parte per arrivare alla vittoria e sgominare il nemico, che in questo caso è il Terrore islamico. 

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