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lunedì 18 maggio 2015

Come aprire un Baby Parking

Il classico asilo nido non basta più: sentendo le esigenze di una modernità sempre più frenetica, in cui i genitori vogliono avere a disposizione la compagnia dei propri figli piccoli in precisi momenti della giornata, il nuovo trend del cosiddetto baby parking è destinato a salire e prendere sempre più piede anche in Italia. 
Come aprire un baby parking


Il baby parking è un luogo confortevole e pieno di risorse per i bambini in grado di offrire un servizio del tutto similare a quello degli asili nido comunali, tuttavia permettendo ai genitori di gestire le esigenze proprie e del figlio in modo molto più flessibile e personalizzato.
Si può dunque definire il baby parking un servizio ad ore: i bambini vengono infatti affidati agli educatori che provvederanno ad intrattenerli grazie a giochi e giocattoli. Il tutto è pensato per una fascia di età molto tenera, che di norma va dalla decina di mesi del bambino fino ai 6-7 anni, con una permanenza che non si estende a tempo pieno, bensì per un numero di ore non superiore alle 5 giornaliere. Sono presenti nell'istituto che si occuperà di questo servizio, inoltre, delle attività creative per permettere lo sviluppo delle qualità del bambino.


Quanto costa aprire un baby parking


Detto questo, come aprire un baby parking per permettere ai genitori della nostra città di affidarci i loro bambini per feste o occasioni speciali? Di certo ci troviamo di fronte ad un investimento molto più contenuto, rispetto ad altri istituti tra cui gli asili veri e propri. Di norma i pasti non vengono considerati come parte integrante del servizio di baby parking, perciò è possibile concentrarsi prevalentemente sulla parte di gestione di attrezzature e locali da gioco nel nostro business plan, ponendo particolare attenzione nel reperimento dei giusti ed affidabili educatori. Allo stato attuale delle cose, tuttavia, non esiste ancora una normativa a livello nazionale che possa unificare l'apertura di un baby parking disciplinandone tutti gli aspetti, perciò ci si rimette alle volontà delle singole regioni in materia.

L'istituto del baby parking non è infatti ancora diffusissimo in Italia, in quanto si tratta di un concetto con cui la maggior parte dei genitori deve prendere confidenza. In linea generale, occorre comunque un percorso di studi specifici, di norma in ambito pedagogico, tra cui scienze della formazione o i comuni diplomi o attestati conferiti agli educatori ed alle educatrici. Andrà poi espletata la parte burocratica relativa all'iscrizione al registro delle imprese, ai controlli di agibilità dei nostri locali che fanno parte della struttura, il rispetto delle più comuni norme igienico-sanitarie ed iscrizione INPS, trattandosi di una comune attività di impresa.


Investimenti iniziali per aprire Baby Parking

Per quanto riguarda gli investimenti iniziali, sono quantificati in termini di circa 15.000 Euro, nel caso in cui si disponga di un locale parzialmente attrezzato e non da restaurare ex-novo. L'idoneità del luogo in cui aprire un baby parking è data soprattutto dalla sua possibilità di trovarsi presso zone frequentate, tra cui le arterie commerciali della città, in cui i genitori possono essere più tentati ad affidare i propri bambini, in vista di qualche ora di shopping o comunque di impegno temporaneo. Il numero di bambini previsto è inferiore rispetto a quelli presenti in una comune classe elementare; non andare oltre i 25 sarà una scelta ottimale per poterli gestire al meglio ed ascoltare le loro necessità, ovviamente munendoci di molta passione, creatività e pazienza per dare le risposte giuste.

Dovremo inoltre munirci degli ultimi giocattoli disponibili, in fondo si tratta di veri e propri "clienti in erba" quando parliamo dei piccoli che verranno a farci visita nel nostro luogo di ritrovo: in questo modo, saranno di certo soddisfatti e chiederanno ai loro genitori, con la simpatia che li contraddistingue, di tornare presso il nostro baby parking per un'altra occasione di festa.

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