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martedì 29 novembre 2016

Mussolini aveva la sifilide? Menzogne degli oppositori

Benito Amilcare Andrea Mussolini, noto per essere stato il padre del fascismo, uomo tanto amato quanto odiato dagli italiani, personalità sulla quale c'è ancora tanto da studiare, è stato affetto da sifilide? Sul Fascismo sono state raccontate tante menzogne, e altrettante menzogne son state raccontate per screditare i suoi principali esponenti. Normale che sia così, gli inglesi e gli americani sono sempre stati tipi loschi da questo punto di vista. Gli inglesi e gli italiani diversamente italiani non sono da meno. Anche in Germania furono raccontate tante menzogne su Hitler, come per esempio quella che fosse ebreo.
Mussolini e la sifilide
Mussolini e la sifilide

Mussolini era affetto da Sifilide?


Per tantissimi anni è circolata la voce che Mussolini fosse affetto da sifilide, voce del tutto infondata, messa in giro dalla propaganda anti-fascista per screditare Mussolini e quindi il Fascismo stesso. Quando Mussolini fu ucciso degli uomini dei servizi segreti statunitensi si presentarono dal Dottor  Caio Maria Cattabeni, il quale si occupò dell'autopsia.

 Gli americani chiesero di farsi fornire un pezzo del cervello di Mussolini, in modo che potessero portarlo a Washington e analizzarlo, per poi verificare quali malattie il Duce del Fascismo avesse. 

Ma gli esiti furono negativi, perché Mussolini non aveva né la Sifilide né alcun'altra malattia. Il cervello del Duce era sano, così come confermato anche dal medico che fece l'autopsia. Il frammento di cervello di Mussolini fu analizzato all'ospedale psichiatrico  Saint Elizabeth di Washington e non fu riscontrata alcuna malattia.
Donna Rachele ad Ischia negli anni 70'

I documenti sono tutt'ora esistenti, anche se non consultabili da un privato.

Il frammento del cervello di Mussolini fu richiesto a più riprese da Donna Rachele, la moglie di Mussolini, che dopo anni di lettere e richieste inviate a Washington per riavere indietro il frammento del cervello del marito, lo ottenne solamente dopo 10 anni,

La prima richiesta fu inviata nel 1957, e il frammento del cervello fu restituito solamente in data 25 Marzo 1966. il frammento fu restituito inserendolo in una lettera spedita ad un'Ambasciata americana in Italia, poi un funzionario della stessa si recò a casa di Donna Rachele e le diede la lettera contenete il pezzo di cervello che per più di 20 anni rimase nelle mani degli USA.

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