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martedì 4 ottobre 2016

Bizantini: Riassunto




Ti serve un riassunto della storia dell'Impero Bizantino? Domani hai una verifica, un'interrogazione e non hai la minima idea di chi siano i Bizantini? Il tuo libro fa parte di quella schiera di libri di testo vecchi, brutti, magari scritti anche in piccolo su cui è impossibile studiare? Non avere paura! Non sai quante volte ci siamo trovati nella tua stessa situazione, soprattutto alle scuole medie. Ti aiuteremo noi. Nelle righe che seguono, troverai un riassunto sui Bizantini e sul loro ruolo nella storia europea del Medioevo.

Il millenario Impero Bizantino ha avuto una parte di primo livello sulla scena del Medioevo Europeo e la sua influenza sull'Europa Orientale si nota ancora adesso a quasi 600 anni dalla sua caduta. Un esempio di questa influenza è l'alfabeto cirillico, ad oggi usato da tutti i popoli slavi orientali (Ucraini, Russi, Bielorussi) e da alcuni slavi meridionali (Serbi e Bulgari, che hanno avuto molti contatti con i Bizantini dal momento che vivevano proprio dentro l'impero Bizantino): tale alfabeto infatti è stato inventato da Cirillo, un missionario bizantino che ha adattato l'alfabeto greco per insegnare il Cristianesimo agli Slavi. Vedremo tutto questo nel dettaglio in questo riassunto sui Bizantini.
Bizantini

Prima di proseguire la lettura ti consigliamo di dare un'occhiata a tutti i nostri approfondimenti storici: Riassunti di Storia

Riassunto Bizantini: chi sono i Bizantini?


Iniziamo questo riassunto sui Bizantini spiegando chi fossero. Chi erano i Bizantini? Perché si chiamano così?

Il nome deriva dalla città di Bisanzio, Βύζαντιον in greco, una piccola città greca della Tracia (adesso parte europea della Turchia) dove tutto ebbe inizio più di 1700 anni fa, nel Quarto Secolo, quando la città faceva parte dell'Impero Romano e imperatore era un certo Costantino. Bisanzio non era una città particolarmente grande, ma di fondamentale importanza strategica data la sua posizione a ridosso dello stretto del Bosforo.

Questo luogo era talmente importante che l'Imperatore Costantino, una volta riconquistato tutto il potere imperiale, nel 330 (con Costantino l'Impero Romano torna ad essere uno stato unitario con un unico imperatore dopo il fallimento del sistema della tetrarchia dell'imperatore Diocleziano) decise di costruirvi la sua capitale, la sua Nova Roma, una seconda Roma che nei secoli avrebbe portato il suo nome.

La nuova città, infatti, prese il nome di Costantinopoli, che in greco (Κοσταντίνου πόλις, Costantínou pólis) significa proprio 'città di Costantino'; e avrebbe mantenuto questo nome per secoli, ufficialmente fino al 1930, quando la Repubblica di Turchia decise con una legge che si sarebbe dovuta chiamare con il suo nome turco, ossia Istanbul, nome con cui ancora oggi è conosciuta.

Leggi anche: La storia di Costantinopoli


Uno dei successori di Costantino, l'Imperatore Teodosio il grande, nel 395 decise di dividere l'impero Romano in due, in una parte occidentale e in una parte orientale. Questo è quindi il momento in cui l'Impero Bizantino nasce ufficialmente: l'Impero Romano d'Oriente, quello che racchiude tutte le regioni orientali dell'ormai morente Impero Romano e ha come capitale Costantinopoli, la vecchia Bisanzio, sarà conosciuto anche come Impero Bizantino.

In realtà il nome ufficiale di questa istituzione è 'Impero Romano d'Oriente', e una volta che l'Impero Romano d'Occidente cade, l'Impero Bizantino si propone come unico continuatore della Romanità, conservando il nome di Impero Romano per quasi mille anni.

L'Impero Bizantino era retto da un sovrano assoluto(in greco basileus), senza alcun corpo di leggi che ne formalizzasse i poteri, e possiamo pensarlo come il crogiolo di un’originale sintesi tra istituzioni tardo-romane, cristianesimo ortodosso (dopo lo Scisma del 1054 di cui parleremo in seguito), lingua greca e cultura ellenistica. Era caratterizzato da una ben articolata burocrazia, un’efficiente organizzazione fiscale, un apparato militare tecnicamente avanzato (grazie al quale le flotte imperiali dominarono per secoli il Mediterraneo) e un’abilissima diplomazia.

Adesso andiamo ad approfondirne meglio la storia.


Le origini dell'Impero Bizantino e le conquiste di Giustinano 


Come detto prima, l'Impero Bizantino nasce dalla divisione dell'Impero Romano operata da Teodosio il Grande nel 395. Dopo la morte di Teodosio, Impero occidentale e orientale saranno due entità politiche indipendenti. Il primo imperatore Bizantino è Arcadio, uno dei figli di Teodosio. Mentre l'Impero d'occidente perde pezzi a opera dei barbari germanici fino a sparire completamente dalle carte geografiche (476), quello Bizantino resiste alle aggressioni dei goti e degli unni e prospera.

Nel sesto secolo sale al trono l'imperatore Giustiniano, sotto il cui regno l'impero Bizantino raggiunge il suo massimo apice, sia dal punto di vista territoriale, dal momento che avviene la riconquista di gran parte dei territori occidentali conquistati dai barbari tra cui l'Africa, tolta ai Vandali, la Betica presa da Visigoti e l'Italia, conquistata a seguito di una lunga e sanguinosa guerra contro gli Ostrogoti; sia dal punto di vista culturale, politico e intellettuale: nel regno di Giustiniano infatti viene redatto il Corpus Iuris Civilis, la base del Diritto Romano (su cui gli aspiranti avvocati sputano il sangue. Chiedi a un qualsiasi studente di Giurisprudenza) e la capitale e le città più importanti viene rinnovata con nuovi edifici (come la basilica di Santa Sofia) e grandiose opere d'arte a mosaico (soprattutto nella città di Ravenna).

Alla fine del regno di Giustiniano, però, l'Impero attraversa un periodo di crisi: le opere pubbliche e tutte le guerre portate avanti avevano di fatto svuotato le casse dello stato e di fatto lo rendono vulnerabile alle incursioni di nuovi popoli barbari.

 Le invasioni


 L'Impero indebolito dopo le enormi spese di Giustiniano diventa di nuovo oggetto di invasioni barbariche e crisi interne. L'Italia, devastata dalla guerra Greco-Gotica, viene in gran parte occupata dai Longobardi, ad eccezione di Roma, Ravenna e di parte del Meridione e i Balcani vengono messi a ferro e fuoco prima dagli Avari (una popolazione originaria della Mongolia imparentata con gli Unni) e poi dagli Slavi, che successivamente verranno inglobati dall'Impero. L'assassinio dell'Imperatore Maurizio nel 602 provoca una serie di lotte intestine e guerre per la successione che infuriano anche nei decenni successivi. A Oriente, la lotta con i Persiani Sassanidi mette a dura prova l'Impero, che ridotto allo stremo delle forze e attraversato da aspri conflitti religiosi tra le varie sette cristiane, diventa terra di conquista per la nuova potenza in ascesa: il Califfato arabo. Tra il 634 e il 642, gli arabi mettono le mani su Siria, Palestina, Egitto e Mesopotamia e giungono persino a cingere d'assedio Costantinopoli, per due volte, ma senza successo.

 Rifioritura, decadenza e caduta dell'Impero Bizantino 


 Dopo il periodo d'instabilità esterna ed interna, l'Impero Bizantino torna a rifiore a partire dal IX secolo, sotto il regno della Dinastia Macedone. Arginata l'offensiva musulmana, l'esercito bizantino riesce a rioccupare i territori persi in Asia Minore e le isole strategiche di Creta e Cipro, oltre alle terre occupate dagli Slavi in Grecia e nei Balcani. In questo periodo c'è anche una rifioritura a livello culturale e intellettuale e vengono intensificati gli scambi commerciali sulle coste del Mediterraneo e del Mar Nero.

In questo periodo avviene anche l'evangelizzazione e la conversione al Cristianesimo della maggior parte dei popoli Slavi ad opera dei futuri santi Cirillo e Metodio.

 All'ultimo grande imperatore della dinastia Macedone, Basilio II, succedono imperatori mediocri che non colgono l'importanza dello sviluppo tecnologico, culturale ed economico che nell'XI secolo interessa l'Europa occidentale e il mondo islamico.

 L'impero torna quindi a decadere e viene aggredito dai Turchi Selgiuchidi, che occupano gran parte dell'Asia Minore Bizantina. Nel 1054, poi, avviene il grande Scisma che separa la Chiesa Ortodossa, quella dell'Impero Bizantino, da quella di Roma; questo decreta il distacco definitivo dell'Impero dal mondo occidentale e il suo isolamento, nonché l'inizio di un periodo di decadenza che in quattro secoli lo cancellerà dalle carte geografiche. 

Nel 1096 l'Imperatore Alessio I Comneno si rivolge al papa per ottenere aiuto nella guerra contro i Turchi, dando così inizio al periodo delle crociate.

 Nell'immediato questo rappresenta un beneficio per l'Impero, ma a lungo andare ciò non fece altro che accelerare il suo declino: le ricche città mercantili europee, tra cui le Repubbliche Marinare di Genova e Venezia, ottengono numerosissime concessioni in terra bizantina, assumendo di fatto il controllo della ricchezza interna dell'impero. Nel 1204, i principi Europei vengono convinti da Venezia, che vedeva nell'Impero il suo principale competitor economico per il mercato orientale, a indire una 'Quarta crociata' contro Costantinopoli: la città viene saccheggiata e viene creato lo stato fantoccio dell' 'Impero Latino' di Costantinopoli, sotto il controllo di Venezia.

 Nel 1261 Michele VIII Paleologo riesce a riconquistare Costantinopoli. La dinastia da lui fondata regge l’impero fino al 1453, sempre più indebolito e poco importante a causa della ristrettezza di risorse finanziarie e agricole disponibili. All'inizio del XIV secolo l’emergente dinastia turca degli ottomani occupa definitivamente gli ultimi territori bizantini in Asia Minore. A partire dal 1354 gli ottomani penetrano nei Balcani e nel 1453, dopo un lungo assedio, conquistano Costantinopoli, decretando la fine dell’Impero Bizantino.

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