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lunedì 18 luglio 2016

Quanto guadagna un tennista?




Quanto guadagna un tennista? Si può vivere di tennis? I tennisti guadagnano tanto quanto i calciatori oppure in genere guadagnano meno? Risponderemo a queste domande nelle righe che seguono.

Negli ultimi anni sempre più giovani si stanno avvicinando al gioco del tennis e non sono pochi coloro i quali aspirano a diventare i nuovi Nadal o Djokovic. Molti ragazzi sognano di diventare tennisti professionisti, in modo da mantenersi non facendo altro che giocare esclusivamente al gioco che più amano. Ma quanto guadagna un tennista? Che livello bisogna raggiungere per riuscire a vivere di tennis? Lo scopriremo in questo articolo.
Quanto guadagna un tennista

Quanto guadagna un tennista?


Vediamo adesso quanto prendono i tennisti. Il reddito di un tennista è molto semplice da calcolare, infatti molto spesso equivale a zero; vivere di tennis è molto difficile e soltanto raggiungendo livelli altissimi si possono guadagnare soldi a sufficienza per mantenersi, ma il gioco non sempre, anzi, molto spesso, non vale la candela. 

Il reddito dei tennisti è dato in larga misura dagli sponsor che riescono ad accalappiare; e i migliori sponsor si ottengono vincendo partite e tornei importanti, in cui la concorrenza è spietata. In minor misura, invece, i guadagni dei tennisti provengono dai premi (per il passaggio di turno in un torneo, per la vittoria delle singole partite, per la vittoria finale di un torneo...). In sostanza, un tennista guadagna nella misura in cui egli vince: se vince tanto, guadagna tanto; se vince poco, guadagna poco. Andiamo a quantificare questo 'tanto' e questo 'poco', perché giustamente se ti trovi qui è perché vuoi le cifre.

Quanto prende un tennista professionista?





Un tennista professionista è colui che ha deciso di fare del tennis la propria professione, ovvero il mezzo con cui mantenersi. Un tennista professionista può guadagnare milioni come può faticare ad arrivare alla fine del mese; tutto dipende, come dicevo prima, dalle sponsorizzazioni e dai premi derivati dalle vittorie.

In tutto il mondo i tennisti professionisti sono davvero pochi: alla classifica ATP (Associacion of Tennis Professionals) sono iscritti poco più di 2000 atleti (2146 posizioni in classifica), ma possiamo tranquillamente dire che soltanto i primi 130-150 di loro riescono a vivere di tennis; tutti gli altri, beh, insomma, faticano parecchio: può capitare che azzecchino la stagione e che quindi riescono a guadagnare discrete somme, ma a parte questo non si può dire che riescano a vivere di tennis. E anche quelli che ci riescono, ci sono arrivati dopo anni e anni di sacrifici e di spese (c'è chi si è venduto la casa per studiare tennis in un accademia di livello).

Quanto percepisce un tennista: le cifre





Per fare una stima sulle cifre, possiamo tranquillamente stimare che un ipotetico numero 150 del ranking mondiale arrivi a guadagnare in un anno 120 mila euro. Non male, penserai, però c'è un però. Di questi 120 mila euro, circa il 20-30% se ne va in tasse; una buona metà, invece, in tutto quello che serve per i viaggi internazionali per partecipare ai tornei, quindi in trasporti, alberghi e pasti; un'altra percentuale, invece, circa il 10% ma dipende dai casi, spetta all'allenatore e all'eventuale entourage; quindi, facendo due conti, il 150esimo tennista del Ranking ATP riesce a ritagliarsi un reddito normale, poco più di quello di un operaio specializzato o di un impiegato. 

I milionari, ovvero coloro che riescono a ritagliarsi per sé un reddito più che milionario, da calciatore, si contano sulle dita delle due mani, ovvero corrispondono ai primi 10 classificati del ranking ATP, che quest'anno sono Novak Djokovic, Andy Murray, Roger Federer, Rafael Nadal, Stanislas Wawrinka, Kei Nishikori, Milos Raonic, Tomas Berdych, Dominic Thiem e Jo-Wilfried Tsonga. Ouò essere che qualcuno in posizioni inferiori li raggiunga nei guadagni, magari perché si trovava più in alto in classifica in passato, ma in questo caso i casi si contano sulle dita delle mani di un monco. Per le donne, invece, la situazione è ancora meno rosea.

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