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domenica 15 maggio 2016

Umanesimo: Riassunto




Con Umanesimo si intende quel movimento intellettuale che si manifesta principalmente in Italia sul finire del Quattordicesimo secolo, a cavallo tra Tre e Quattrocento, caratterizzato da una grande spinta culturale, ispirata dalla riscoperta dei grandi classici greci e latini. Si tratta di un movimento fondamentale, perché è quello che ha preceduto e accompagnato lo sviluppo di un altro fondamentale momento della storia culturale d'Italia: il Rinascimento. Vedremo tutto in questo riassunto dell'Umanesimo.

Tra i più importanti esponenti dell'Umanesimo Italiano ci sono senz'altro Ludovico Ariosto e Francesco Petrarca, quest'ultimo può essere considerato il primo esponente dell'Umanesimo, cioè colui che diede vita a questa corrente, quantomeno in Italia.
Umanesimo riassunto

Riassunto Umanesimo





Iniziamo questo riassunto sull'Umanesimo definendo appunto il termine "Umanesimo", vedendo da dove deriva e che cosa significa. Il termine in sé risale all'Ottocento, quando gli studiosi tedeschi (per fare un esempio, Burckhardt, che scrive un'opera fondamentale per comprendere il Rinascimento italiano) si inizia a indicare questo periodo della storia della cultura italiana con la parola tedesca 'Humanismus'. 

Tale parola, però, come è facile comprendere, non è prettamente un termine Germanico ma ovviamente deriva dal latino; rimanda, infatti, alle espressioni ciceroniane 'Humanae Litterae' o 'Studia Humanitatis' (letteratura umana o studi sull' 'Humanitas'. Sul questo termine andrebbe aperta una parentesi, ma non ce ne occuperemo in questa sede, perché altrimenti non sarà più possibile chiamare 'riassunto' questo articolo), con cui in epoca latina si indicava l'alta istruzione in campo letterario e filosofico. Il termine 'Umanista', inoltre, entra nel vocabolario nel Sedicesimo secolo, con il significato attuale, ovvero per indicare gli studiosi di discipline letterarie. In termini storico-culturali, il termine Umanesimo designa la civiltà italiana del Quattrocento, ed è complementare al termine Rinascimento, che invece indica quella del '500.

Riassunto Umanesimo: le origini


Secondo le interpretazioni dei più autorevoli storici e critici, le origini dell'Umanesimo in Italia si fanno risalire all'operato del poeta Francesco Petrarca, che viene considerato, appunto, come un 'protoumanista'. Petrarca, infatti, occupa gran parte della sua vita nella ricerca e nello studio dei testi antichi, scrivendo anche un poema, l'Africa, che si basa su argomenti della storia Romana (le Guerre Puniche) e che riprende un modello della poesia epica latina, e tentando la traduzione dal Greco dell'Iliade per rimetterla in circolazione. 

L'Umanesimo rappresenta una rottura con la mentalità medievale generata dalla filosofia scolastica, la quale si basava su due principi fondamentali: in primis, il principio di autorità dell' 'ipse dixit', in base a cui la verità è contenuta nei testi degli autori giudicati autorevoli, ossia le Sacre Scritture, gli scritti dei Padri della Chiesa e Aristotele, per quanto riguarda la cultura; in secundis, l'idea della corrispondenza tra religione, conoscenza e arte, la quale si rifletteva in una lettura in chiave allegorica e simbolica della produzione culturale, classica e non. Un esempio lampante di ciò si vede nell'interpretazione dei pochi testi classici conosciuti e utilizzati nel Medioevo (in particolare Virgilio, le Metamorfosi di Ovidio e Stazio), che venivano letti come anticipazioni allegoriche delle verità cristiane. La quarta ecloga delle Bucoliche di Virgilio, ad esempio, veniva letta come un'anticipazione della venuta di Cristo. 

Con la riscoperta dei testi antichi, l’identità culturale e linguistica del mondo antico latino viene ridefinita e vengono immessi nel circuito culturale anche la letteratura e la lingua greche, che fino a quel momento erano pressoché sconosciuti all'ambiente culturale. Questi eventi hanno avuto un'eco devastante per la civiltà occidentale: basti pensare che il latino e il greco sono ancora oggi in alcuni paesi elemento fondamentale della formazione culturale medio-alta, anche se ultimamente, vengono messi sempre di più in secondo piano. 

Riassunto Umanesimo: la filologia


Una delle grandi novità portate avanti dall'Umanesimo è la filologia, la quale è una conseguenza della riscoperta dei classici. Nel Medioevo si dibatteva parecchio sulla correttezza logico-grammaticale della lingua latina, ma grazie all'opera filologica viene riscoperto, soprattutto attraverso le opere di Cicerone, il latino classico e ciò pose fine a tutte le dispute. Con la filologia i testi antichi vengono vagliati da un punto di vista linguistico e vengono collocati nella giusta dimensione storica. 

La filologia è stata fondamentale per lo sviluppo della nostra cultura, non solo perché ha restituito la migliore identità possibile ai testi antichi, attraverso un'attenta opera di pulizia dagli errori e dalle corruzioni compiuti nei secoli, ma anche perché si configura come una nuova scienza in tutto e per tutto e come tale, sviluppa i propri principi, tra cui quello fondamentale dell'autonomia, che si contrappone in maniera accesa a quello di autorità tipico del medioevo. Secondo il principio di autonomia, nessuna autorità politica, morale, religiosa, nessun interesse di parte prevale sul “testo”, che conta per ciò che è.  Con l'applicazione del principio dell’autonomia della ricerca ad altre sfere dell’attività umana, nascono (non senza contrasti, proprio per gli effetti rivoluzionari che comportano) la politica come scienza con Machiavelli e poi la scienza della natura, o semplicemente la scienza, con Galileo.

Riassunto Umanesimo: la centralità dell'uomo





Un'altra conseguenza della riscoperta dei classici è che vengono riscoperti anche i valori della virtù e della saggezza tipici del mondo classico: ciò scaturisce dalla riscoperta dei testi di Platone, che mentre nel medioevo erano stati completamente ignorati, nel periodo dell'Umanesimo vengono rielaborati delineando una nuova concezione dell'uomo, che acquisisce una dignità che nel medioevo non aveva. 

Nell'Umanesimo, l'uomo, pur senza abbandonare l’interesse religioso, trova espressione soprattutto nell’azione e nella volontà dispiegata in una dimensione naturale; di qui deriva anche la considerazione della natura come ambiente proprio dell’uomo. Si sviluppa, nell'umanesimo, l’idea della centralità dell’uomo. Secondo il filosofo Pico della Mirandola, che espone questa convinzione in un'orazione intitolata De dignitate hominis, l'uomo è l’unico essere capace di elevarsi fino alle forme più alte e di decadere fino alle più basse, e dunque sintesi di tutte le potenzialità della natura.

L'intellettuale umanista è eclettico e attivo interdisciplinarmente, ha interessi che toccano quasi ogni campo del sapere, ma soprattutto tende a essere sovranazionale. Esempio principe di intellettuale eclettico umanista è Leonardo da Vinci, che insieme è artista, scienziato e filosofo. Nel periodo dell'umanesimo viene anche inventata la stampa, che contribuisce in modo determinante alla diffusione della cultura classica e delle idee umanistiche.

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