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venerdì 27 maggio 2016

Riassunto Rousseau: Vita e Opere




Il filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau è uno dei massimi rappresentanti dell'Illuminismo, un periodo culturale che caratterizza il XVIII secolo e che durante il quarto anno dei licei si affronta in pressoché tutte (anzi direi proprio in tutte) le materie umanistiche. Rousseau, tuttavia, rappresenta una voce a sé stante in questo panorama, una voce che in un certo senso si discosta da quelli che sono i caratteri generali dell'Illuminismo e che sembra anticipare le visioni successive. Nelle prossime righe, vedremo un riassunto di Rousseau, uno dei più grandi ed importanti personaggi della storia recente non solo Europea ma persino mondiale, poiché esponente di spicco dell'Illuminismo il quale ha ispirato la rivoluzione francese, la quale a sua volta ha ispirato la rivoluzione americana.

Riassunto Rousseau? Certo, questo sarà un riassunto e non un lunghissimo articolo dedicato ad un elemento di spicco dell'illuminismo francese.
Riassunto Rousseau
Riassunto Rousseau

Riassunto Rousseau: Vita e Opere




Jean Jacques Rousseau nacque a Ginevra, in Svizzera, nel 1712, da una famiglia di fede calvinista e di origine francese. Sua madre morì nel darlo alla luce e Jean-Jacques visse la sua infanzia e la sua adolescenza presso uno zio, lontano da Ginevra. Era un adolescente irrequieto. Dopo aver ricevuto i una prima istruzione presso un pastore protestante, nel 1724 tornò a Ginevra, dove lavorò come praticante presso un incisore e un notaio; recatosi in Savoia, incontrò Madame Louise de Warens, che lo convinse a convertirsi al cattolicesimo e lo fece trasferire a Torino, per studiare nel convento dello Spirito Santo. Rousseau però se ne allontanò ben presto e visse da una vita da ramingo per qualche anno, esercitando le professioni più disparate.

Successivamente tornò da Madame de Warens a Chambéry e divenne suo segretario, nonché amante. Nel 1742 si trasferì a Parigi dove si guadagnò da vivere svolgendo le più diverse professioni, tra cui quelle di segretario, tutore e copista di musica. Dopo un’esperienza di lavoro a Venezia, dove lavorò come segretario dell’ambasciata francese, tornò a Parigi; qui divenne amico di Denis Diderot, che gli commissionò alcuni articoli di musica per l’Encyclopédie. Nel 1750, la vittoria del premio dell’Accademia di Digione con il suo scritto 'Discorso sulle scienze e sulle arti', lo portò ad acquisire una grande celebrità, nonostante la rinuncia a ogni riconoscimento pubblico connesso al premio. Nel 1754 scrisse il 'Discorso sulle origini della disuguaglianza fra gli uomini'. Nel 1754 tornò nella sua Ginevra e si convertì nuovamente al calvinismo; fece ritorno a Parigi poco tempo dopo.
Avvalendosi della protezione di diversi nobili (in particolare dal 1756 al 1762 alloggiò presso il duca di Montmorency), ebbe l'opportunità di terminare la stesura del romanzo epistolare 'Giulia', anche noto con il titolo di 'La nuova Eloisa' (1761), del romanzo pedagogico Emilio (1762) e della sua opera fondamentale, il trattato politico 'Il contratto sociale' (1762). Le sue idee lo portarono a entrare in contrasto con gli Enciclopedisti e suscitarono l'ostilità dei potenti Francesi e Svizzeri; per questo motivo, nel 1762 fuggì prima in Prussia e poi in Inghilterra, dove fu ben accolto dal filosofo scozzese David Hume. Ben presto, tuttavia, anche questo legame si ruppe e i due filosofi si accusarono vicendevolmente in lettere pubbliche; nel 1768 Rousseau fece ritorno in Francia e nel 1770 portò a termine la sua autobiografia, le Confessioni (pubblicate postume nel 1782 e nel 1789). Morì presso il marchese di Girardin, due anni dopo, nel 1772.

Rousseau riassunto pensiero: la filosofia politica e il Contratto Sociale

Le posizioni politiche di Rousseau e la sua filosofia politica e del diritto sono espresse nei due Discorsi del 1750 e del 1754 e nel Contratto Sociale del 1762.
Quella di Rousseau è una critica morale della società del suo tempo e dei suoi mali: essa è per Rousseau 'il regno della falsità e della corruzione, in cui prevalevano la bramosia di ricchezza, l’ambizione, la vanità, la sopraffazione'. Questi mali, secondo il pensiero di Rousseau, non sono connaturati nell'uomo, ma derivano da cause esterne alla sua natura e in particolare sono connessi alla diffusione della disuguaglianza economica. Rousseau, come i filosofi inglesi della generazione precedente (Hobbes e Locke), propone anch'egli una concezione di 'stato di natura' precedente a qualsiasi società costituita. Lo stato di natura di Rousseau, però, è molto distante a quello concepito dai suoi colleghi inglesi: lo stato di natura è per Rousseau la condizione in cui gli uomini vivevano liberi, sani, buoni e felici.



Per Rousseau si parla di ottimismo antropologico e pessimismo storico: l'uomo, essere naturalmente buono, con lo sviluppo della società corrompe la sua natura. Il progresso civile della società e la nascita dello stato civile ha infatti generato un processo di decadenza delle condizioni di vita degli uomini: ha portato, infatti, all'affermarsi della disuguaglianza tra gli uomini, frutto del prevalere dell'egoismo sulla tendenza all'autoconservazione e dell'introduzione della proprietà privata, delle magistrature e di un potere arbitrario e prestabilito, che schiaccia le libertà sociali di tutti gli individui.

È necessario quindi riuscire a trovare una forma di associazione in cui l'uomo non perda la principale caratteristica dello stato di Natura, ovvero che gli permetta di essere buono come vuole la sua natura. Rousseau chiama questa condizione 'stato sociale': nello stato sociale (di cui Rousseau parla nel Contratto Sociale) l'individuo, pur dovendo obbedire alla legge, non cessa di essere libero e, nel mantenere la sua libertà, può lasciare che la sua natura umana gli permetta di essere buono e felice come dovrebbe. Ciò è reso possibile dal fatto che la legge dello stato sociale è espressione della volontà generale e non dell'arbitrio di un sovrano assoluto. La volontà generale è quella che mira al bene comune della collettività, ne consegue che ciascun individuo, obbedendo ad esse, non obbedisce ad altri se non a se stesso.  In conclusione, secondo Rousseau nello stato sociale la sovranità deve necessariamente essere popolare, in quanto essa è esercizio della volontà generale, quindi nella volontà del corpo politico nel suo insieme. Questo sistema non rende possibile la divisione dei poteri, perché tutti i poteri sono nelle mani di tutti.

Rousseau, inoltre, distingue la volontà generale dalla volontà di tutti: la prima è quella che mira unicamente all'interesse comune, l'altra, invece, è la somma delle volontà particolari di ognuno, indirizzata soltanto a interessi privati.


Riassunto Russeau: Il pensiero e la Pedagogia


Nell'Emilio, Rousseau espone le sue convinzioni in ambito pedagogico e propone la sua idea di pedagogia.

La pedagogia di Rousseau si fonda sul concetto di “educazione negativa”. L'educazione negativa è in sostanza un’educazione che non deve influire sullo sviluppo naturale del bambino, ma al contrario deve favorirne lo sviluppo spontaneo. Fine dell'educazione deve essere quello di raggiungere la libertà, e il compito dell'educatore è quello di guidare il fanciullo al raggiungimento di tale libertà. È dunque necessario che l’educatore rispetti la personalità del fanciullo in tutta la sua integrità e nella gradualità dei suoi sviluppi; egli non deve formare positivamente questa personalità, ma consentirne invece lo sviluppo libero. Per dirlo con le parole di Rousseau
“non inculca alcuna virtù, ma previene il vizio; non insegna la verità, ma preserva dall’errore; essa prepara il fanciullo a tutto ciò che può condurre al vero quando sarà capace di comprenderlo, e al buono, quando sarà capace di amarlo”
Anche il modello pedagogico di Rousseau voleva essere una critica alla società del tempo, la quale egli ritiene inadatta come ambiente educativo, perché ingiusta e corrotta, quindi incapace di promuovere la giusta formazione degli individui.

Questo è tutto quello che ritengo necessario sapere per affrontare una buona interrogazione su Rousseau. Spero che questo riassunto vi sia stato utile.

Questo riassunto di Rousseau termine qui, speriamo che possa esservi tornato molto utile per scopi didattici.

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