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lunedì 22 febbraio 2016

Cosa significa Pansessuale?




In questo periodo, anche a causa del fatto che il parlamento stia discutendo in materia, le problematiche legate alla sessualità e all'identità sessuale più che mai attuali. Nonostante questo, però, molte persone sono ancora molto ignoranti in materia (basti pensare che sono molti coloro i quali, ancora oggi, definiscono l'omosessualità come una malattia che si deve curare) e fenomeni come l'omofobia e la transfobia ancora dilagano; non per fare politica,ma basta buttare un occhio in parlamento per rendersene conto

C'è una categoria, in particolare, che desta particolare curiosità, anche perché poco conosciuta: quella dei pansessuali. Si tratta di una categoria molto interessante che merita un discorso a sé, anche perché come detto c'è molta ignoranza in materia di identità sessuale. In questo articolo, vedremo cosa significa essere pansessuali e cercheremo di dare una definizione di pansessualità.
Cosa significa pansessuale

Cosa significa "Pansessuale"?





La parola "Pansessuale" si ottiene aggiungendo il prefisso greco "pan-", che ha il significato di "tutto", "totalità" (per fare un esempio, il Pantheon è l'insieme di tutte le divinità), davanti all'aggettivo "sessuale". Alla luce di questo, verrebbe da dire che il Pansessuale è quella persona che prova attrazione sessuale per qualsiasi cosa e in parte è vero, ma non è esattamente così.

Il termine fa la sua prima comparsa in Freud (che novità! In materia psicologica, quasi tutto ha origine da Sigmundone). Il padre della psicoanalisi definisce con pansessualismo o pansessualità la sua teoria secondo la quale tutte le azioni umane, tutti i comportamenti umani e tutte le emozioni umane fossero generate, originiate e motivate dalla sessualità e dal desiderio di arrivare in qualche modo al sesso. Questa definizione, però, non indica in qualche modo una particolare identità sessuale, ma soltanto una condizione più o meno verificabile dell'animo umano. Quello che oggi indichiamo con "pansessualità" è un concetto molto diverso, che ha a che fare con l'identità sessuale o di genere delle persone.

Negli anni '70, precisamente nel 1977, quindi nel pieno del periodo storico della "rivoluzione sessuale", quando il mondo comincia a porsi domande in materia di omosessualità, bisessualità e transessualità, che fino a quel momento erano considerate come malattie mentali, uno psicologo italiano di nome Mario Mieli pubblica un volume da titolo "Elementi di critica omosessuale" in cui compare per la prima volta il concetto di pansessualità come tipo di identità di genere. Secondo Mieli, tutte le persone nascono "complete" (o meglio, si parla di polimorfismo sessuale, quindi di pansessualità), con tutte le possibili identità sessuali "aperte" che poi verranno represse gradualmente negli anni in base a fattori come l'educazione ricevuta, l'ambiente in cui si cresce e in cui si vive.

Il Pansessuale, in definitiva, è quella persona che sostanzialmente non ha represso nessuna "opzione" e che prova attrazione amorosa (non solo sessuale, ma anche solo estetica o affettiva) nei confronti della Persona, indipendentemente dalla sua identità sessuale. Ciò vuol dire che gli "interessi sessuali" del Pansessuale non si limitano soltanto alla dicotomia maschio-femmina, ma a tutti i tipi di persone: transessuali, androgini, coloro i quali si considerano appartenenti a entrambi i sessi così come coloro i quali si considerano appartenenti al "terzo sesso", ovvero né maschi, né femmine. Per la gran parte di coloro i quali si considerano pansessuali, infatti, i concetti di "genere" e "sesso" non esistono, esiste soltanto il concetto di "persona".

Qual è la differenza tra bisessualità e pansessualità?


Il bisessuale è quella persona che prova attrazione sessuale sia per i maschi sia per le femmine, quindi per entrambi i cosiddetti generi. Molti tendono ad assimilare il concetto di pansessualità con quello di bisessualità, ma si tratta di un errore concettuale dettato sostanzialmente dall'ignoranza, perché come abbiamo detto prima il Pansessuale rifiuta i concetti di "genere" e i suoi "interessi" non si limitano soltanto alla dicotomia maschio-femmina. Definire quindi un pansessuale bisessuale non solo è riduttivo, ma è quasi discriminatorio.

Qual è la differenza tra polisessualità e pansessualità?





La polisessualità è una tipologia di identità sessuale ancora oggetto di discussione e indagine e ancora non si è formulata una definizione precisa. In sostanza, chi si definisce polisessuale è una persona che prova attrazione per alcuni tipi di identità sessuale e non si limita alla dicotomia maschio-femmina; in questo è molto simile al pansessuale, ma mentre gli interessi del pansessuale sono rivolti alla persona in quanto tale, indipendentemente dal concetto di genere, nel polisessuale il concetto di genere e di sesso persiste ancora. In genere, il polisessuale si autodefinisce tale perché il bisessualismo non giustifica appieno la gamma dei suoi interessi sessuali, ma molto probabilmente neanche il pansessualismo. È sbagliato quindi confondere la polisessualità con la pansessualità.

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