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lunedì 23 novembre 2015

Riassunto e spiegazione capitolo 37 Promessi sposi




Finalmente siamo quasi giunti alla fine del romanzo; eccoci al capitolo 37 dei Promessi sposi, che è un po' la liberazione per Milano poiché  appena Renzo esce dal lazzaretto cade copiosa una "pioggia purificatrice". Questo dopo ciò che è avvenuto nel capitolo 36, nel quale sono stati benedetti i guariti dalla peste.
In questo capitolo Renzo va a trovare un amico, poi Agnese e infine, Bortolo, che ha scampato per poco il morbo pestilenziale; verso la fine del capitolo Manzoni svela poi le vicende della monaca di Monza, trasferita in un monastero milanese.
Questo capitolo è caratterizzato da una spensieratezza e dal sollievo della fine della peste, che comunque ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone, poiché tutti hanno avuto un amico o un familiare ammalati e morti.
Nel seguente riassunto del capitolo 37 dei Promessi sposi troverete gli avvenimenti in modo più dettagliati.
Riassunto capitolo 37 Promessi Sposi

Eventi capitolo 37 Promessi Sposi





Il capitolo 37 dei Promessi sposi, che è un po' il "capitolo della purificazione" dalla peste comincia con l'uscita di Renzo dal lazzaretto proprio mentre cominciano a scendere copiosi dei goccioloni di pioggia che si trasformano presto in una pioggia scrosciante, sotto la quale il montanaro sguazza felice, libero da qualunque pensiero.
Ormai l'odio per Don Rodrigo è praticamente scomparso e in lui è presente solamente la felicità del fatto di poter prendere finalmente in moglie la sua amata Lucia dopo tanti travagli.
Sul far della sera arriva a Sesto milanese, dove si rifocilla con due pagnotte, e a notte fatta giunge a Monza; nonostante l'oscurità riesce a trovare la strada giusta e percorre un sentiero accidentato che desta in lui molti ricordi e che gli tornerà parecchie volte in mente durante i racconti che farà sulla sua avventura.

All'alba del giorno dopo fortunatamente spiove e Renzo raggiunge il fiume Adda e vede in lontananza il Resegone, che suscita in lui nostalgia e consolazione; giunge dunque a Pescate dove si trova un suo amico al quale racconta tutte le sue avventure mentre si scalda al fuoco cambiandosi i vestiti marci di pioggia e aiuta l'ospitante con i preparativi per l'ormai prossima vendemmia.
Il giorno seguente parte per Pasturo, dove si trova Agnese, che lo accoglie dalla finestra ansiosa per le condizioni di Lucia e rassicurata al riguardo da Renzo.

Dopodiché Agnese scende in giardino e si siede con Renzo su due banche, dove fanno una conversazione allegra e ottimista nella quale parlano un po' di tutto, da Don Rodrigo ai progetti per il futuro, su tutti quello di andare a vivere nel Bergamasco dove Renzo ha trovato un buon lavoro con l'aiuto dei cinquanta scudi che Lucia aveva inviato a suo tempo a Renzo.
Il montanaro riparte dunque per il paese dell'amico rinfrancato dalla conversazione con Agnese e il giorno dopo torna al suo paese adottivo, Bergamo, dove ritrova l'amico Bortolo, che ha per poco scampato la morte dovuta al morbo.

Era infatti ancora febbricciante e con qualche "piccol bubbone scolorito" ma molto fiducioso per il futuro; anche la gente comincia ad uscire di casa facendosi a vicenda le condoglianze ma parlando anche di ripresa del lavoro quotidiano.
Renzo riesce inoltre a trovare casa a un buon prezzo e ad arredarla, prima di tornare con Agnese al paese natio, dove fortunatamente la casa sua e di Lucia non ha subito alcun danno.
Entrambi si mettono a lavorare ad alcune faccende e anche Renzo ricomincia a vivere normalmente dopo il bando che l'aveva costretto a nascondersi costantemente, che è ormai cosa passata; dice Manzoni che il bando è un po' come una pallottola, che se non colpisce subito l'obiettivo, rimane a terra senza dar fastidio a nessuno.

Per quanto riguarda don Abbondio, lui e Renzo evitano di incrociarsi per le vie del paese, il primo per non voler sentire parlare di matrimonio e il secondo per aspettare il tanto atteso ritorno di Lucia al paese per celebrarlo.
Proprio la promessa sposa intanto era uscita dal lazzaretto e aveva percorso il periodo di quarantena a casa della mercantessa, dove aveva inoltre preparato il corredo.

Manzoni, prima di passare alla fine del romanzo, che avverrà nel prossimo capitolo 38, ci svela le vicende di alcuni personaggi: la monaca di Monza, a causa delle sue azioni delittuose, è stata trasferita in un convento milanese dopo viveva in un volontario e rigoroso pentimento; invece fra Cristoforo, donna Prassede e don Ferrante sono purtroppo rimaste vittime del devastante morbo pestilenziale, con gran dispiacere da parte di Lucia.

L'anonimato spende infine qualche parola per la morte di don Ferrante, personaggio estremamente dotto (descritto meglio nel capitolo 25) e uno tra i più scettici sull'affermazione della peste, poiché spiegava rifacendosi alla sua scienza aristotelica che la peste non apparteneva né alle sostanze né agli accidenti, dunque non esisteva contagio, bensì la peste era stata causata  da una "fatale congiunzione di Saturno con Giove" e quindi era inutile combattere con gli astri.

Personaggi capitolo 37 Promessi Sposi


I personaggi che animano questo capitolo 37 dei Promessi sposi li abbiamo già incontrati più volte e ormai i loro caratteri sono stati esaminati più volte: Renzo, don Abbondio, Bortolo e Agnese sono stati tutti, chi più chi meno, protagonisti della vicende del romanzo.
Del primo possiamo dire che in questo capitolo ritrova una certa serenità d'animo che gli mancava da molto tempo e che forse non ha mai veramente avuto, poiché la prima volta che lo incontriamo, nel capitolo 2, si infuria già con don Abbondio per l'annullamento del matrimonio dunque per la prima volta troviamo un Renzo sereno e tranquillo, con il solo desiderio di rivedere Lucia.

Commento capitolo 37 Promessi Sposi


La pioggia battente e incessante che apre il capitolo 37 dei Promessi sposi e che continua per un giorno intero ha un significato altamente simbolico, poiché è una sorta di purificazione e lavaggio della città dall'incubo della peste, che l'aveva tormentata e devastata per molto tempo, e di rinascita di questa e della vita dei cittadini sopravvissuti.
Inoltre è presente anche il tema del ritorno di Renzo al paese natio, che aveva lasciato nel capitolo 8 e che non aveva più visto e per il quale ha sempre provato nostalgia durante tutto il suo peregrinaggio per la Lombardia.
E proprio durante questi viaggi Renzo rivive tutte le sue avventure e disavventure vissute in questi due anni, che l'hanno formato come uomo e come persona.
Infine emerge anche il tema del ritrovamento di cari amici come l'ospitante anonimo, che torna a trovare così come l'amico Bortolo, che tanto gli è stato vicino nel suo periodo di permanenza a Bergamo, e dunque Agnese, che lo accoglie a braccia aperta e con il quale conversa a lungo sui fatti accaduti.
Questo era il riassunto del capitolo 37 dei Promessi sposi; se aveste qualche dubbio commentate il post e vi risponderò.

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