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giovedì 5 novembre 2015

Riassunto capitolo 6 Promessi Sposi




Il capitolo 6 dei Promessi Sposi è il diretto proseguimento del capitolo 5: Dopo il banchetto che avviene appunto nel capitolo precedente, Don Rodrigo e fra Cristoforo si appartano in una stanza del palazzo del prima, nella quale avviene un aperto e tempestoso dialogo fra i due.
La seconda parte del capitolo invece è caratterizzata dal tentativo di organizzare un matrimonio segreto che prevede anche una "visita sorpresa" a casa di Don Abbondio.
Questo è un capitolo chiave all'interno dell'opera di Alessandro Manzoni, e in quanto tale va studiato molto attentamente, ti invitiamo a leggere e rileggere il capitolo prima di studiarti questo nostro riassunto che per quanto possa essere fatto bene trascura alcuni particolari, in quanto è appunto un riassunto.

Adesso, andiamo a vedere il riassunto del 6 capitolo dei Promessi Sposi, vedendo i principali eventi che si susseguono all'interno del capitolo e quali sono i personaggi che entrano a far parte del romanzo.

Riassunto 6 capitolo Promessi Sposi

Eventi capitolo 6 Promessi Sposi






Il capitolo 6 dei Promessi Sposi si apre con una formula di rispetto che Don Rodrigo rivolge a fra Cristoforo, dopo il loro spostamento della sala del banchetto ad una sala secondaria.
Il dialogo ha come centro della discussione il matrimonio tra Renzo e Lucia, che Don Rodrigo cerca di ostacolare mentre fra Cristoforo prova a smuoverlo dal suo intento; fin da subito gli atteggiamenti sono diversi, con Don Rodrigo superbo e arrogante nei toni mentre fra Cristoforo mantiene un profilo basso e umile, destinato però a infuocarsi lungo il dialogo.

Dopo le diverse provocazioni di Don Rodrigo, che minaccia prepotentemente di voler mettere Lucia sotto la sua protezione; questa è la goccia che fa traboccare il vaso e il frate si lancia in un discorso appassionato, nel quale pronuncia la famosa predizione "Verrà un giorno": questo getta il vile animo di Don Rodrigo nello spavento di un futuro giudizio divino e il signorotto caccia in malo modo fra Cristoforo.
Uscito dalla stanza in cui è avvenuto lo scontro fra Cristoforo si imbatte in un vecchio servitore di Don Rodrigo, il quale non condivide gli atteggiamenti di Don Rodrigo e rimpiange il padre, con il quale venivano sempre accolti ospiti importanti e potenti, mentre ora nei banchetti prevalgono i bravi e i corrotti come Azzeccagarbugli.

Egli rivela di avere sentito tramare da Don Rodrigo qualche losco piano e promette di fargli avere notizie l'indomani. Il frate esce dunque dal palazzotto ringraziando Dio di aver acceso questo barlume di speranza e si dirige verso la casa di Lucia.
Qui, mentre fra Cristoforo si trovava alla residenza di Don Rodrigo, si pensa a come risolvere il problema: Agnese propone un matrimonio a sorpresa, con una sortita serale a casa di Don Abbondio nella quale, alla presenza di due testimoni, Renzo e Lucia pronunceranno le formule di rito.
L'idea piace molto a Renzo mentre non convince del tutto Lucia, che si chiede come mai quest'idea non sia venuta in mente a fra Cristoforo.




Ma Renzo, che sogna già progetti futuri per loro due, va alla ricerca di due testimoni.
Il primo che gli viene in mente è Tonio, un suo amico, dal quale si reca nell'ora di cena; la scena che Renzo si trova davanti fa capire al lettore la situazione del periodo.
Infatti sul tavolo c'è un piccola polenta da dividere in sette-otto persone affamate, causa della grave carestia che faceva penare quelle zone.

Renzo invita Tonio all'osteria e lì gli dice che in cambio del favore salderà per lui il piccolo debito che aveva con Don Abbondio; naturalmente Tonio accetta e propone come secondo testimone suo fratello Gervaso, un sempliciotto.
Dopo la cena, entrambi soddisfatti dell'accordo, si salutano e promettono di ritrovarsi il giorno seguente per gli ultimi accordi.

Lucia, nonostante l'entusiasmo della madre e del promesso sposo, non è convinta del piano, che le sembra un sotterfugio e prova invano a dissuaderli; intanto sentono arrivare fra Cristoforo e Agnese ordina alla figlia di non proferire parola alcuna sul piano.


Personaggi capitolo 6 dei Promessi Sposi


I personaggi che animano il capitolo 6 dei Promessi Sposi sono i seguenti:


  • Don Rodrigo: prepotente signorotto del luogo che ha ostacolato il matrimonio di Renzo e Lucia e dal quale si reca fra Cristoforo.
  • Fra Cristoforo: frate conoscente di Renzo e Lucia che, recandosi al palazzo di Don Rodrigo, cerca invano di smuoverlo dal suo intento.
  • vecchio servitore: nonostante sia al servizio di Don Rodrigo si dissocia dalle maniere prepotenti del suo padrone e appoggia la causa di fra Cristoforo e cerca di aiutarlo fornendogli delle informazioni su ciò che ha sentito.
  • Agnese: mamma di Lucia e artefice del piano per far segretamente sposare Renzo e Lucia, che compaiono anche in questo capitolo 6 dei Promessi Sposi.
  •  Tonio: amico di Renzo che in quel periodo di carestia si trova in difficoltà economiche che accetta la proposta, insieme a Gervaso (suo fratello), di fargli da testimone al suo matrimonio segreto.

Commento capitolo 6 Promessi Sposi


Il capitolo 6 dei Promessi Sposi è caratterizzato da due filoni narrativi che si incontrano solo verso la fine del capitolo: il primo ha come fulcro il dibattito tempestoso tra fra Cristoforo e Don Rodrigo e l'incontro del primo con il vecchio servitore mentre il secondo è incentrato sulla progettazione del piano da parte di Renzo e Agnese.
I due filoni sono praticamente contemporanei l'un l'altro nonostante la narrazione di uno segua quella dell'altro.
Il colloquio tra il frate ed il signorotto è definito "teatrale", e ci fa capire che anche in momenti di alta tensione narrativa Manzoni riesce a mantenere una certa freddezza nella narrazione che permette si capire con chiarezza gli eventi, senza che il lettore resti confuso dal dialogo.
Compare anche il concetto della provvidenza divina, citata nel caso delle informazioni che fra Cristoforo riceve dal vecchio servitore, che secondo il frate Dio ha messo sulla sua via.
Infine il capitolo è caratterizzato da diverse scene dialogate e verbali, nelle quali vengono usati diversi registri linguistici, da quello colto del frate a quello ruvido e diretto di Agnese.

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