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sabato 10 ottobre 2015

Delitto Matteotti: Come andarono le cose




Il Delitto Matteotti fu una delle pagine più nere della storia d'Italia, Giacomo Matteotti fu ucciso il 10 giugno del 1924 in seguito ad un rapimento compiuto da dei farabutti della polizia politica, i cui nomi erano: Volpi, Dumini, Malacria, Poveromo e Viola. Cercarono subito di eliminarlo, ma Matteotti riuscì a difendersi bene, finché non fu accoltellato e morì dissanguato. Il suo corpo fu nascosto per bene in una zona distante circa 30 km da Roma, a Riano. Il suo corpo martoriato fu ritrovato solamente due mesi dopo la sua morte. Le tesi riguardanti il suo assassinio si sprecano, e tutt'oggi non si è riuscito a far chiarezza, anche se ormai si propende per una versione diversa dei fatti rispetto a quella di qualche anno fa derivante da una pessima interpretazione delle parole di Mussolini. Infatti, sono più e più gli storici che sostengono che il delitto Matteotti non è da addossarsi al Fascismo, o meglio, non furono i gerarchi fascisti ad ordinare quell'assassinio, non avrebbe avuto alcun senso farlo. Ma ora chiariamo il perché.
Delitto Matteotti


Chi era Matteotti


Giacomo Matteotti fu in socialista che nacque a Fratta Polesine nel 1885, fin da giovane si interessò alla politica, e nel 1919 fece il suo ingresso in Parlamento, proprio l'anno in cui fu fondato il fascismo(Fasci di combattimento) e fu il primo a denunciare pubblicamente la violenza perpetrata dalle squadracce fasciste, e coloro che lo uccisero erano fascisti, anche se non si deve etichettare quest'abominevole omicidio al fascismo, in quanto non furono dei fascisti a "commissionarlo" come vedremo in seguito.
Fu colui che non ebbe paura di denunciare i brogli elettorali di cui si servì il fascismo per confermarsi al potere, fu la prima volta, in seguito alla Marcia che Roma che il popolo diede il compito a Mussolini di guidare la nazione. Brogli che molto probabilmente ci furono realmente, ma che anche in loro assenza avrebbero fatto di Mussolini il nuovo capo di Governo legittimato dal popolo, questo perché la vittoria fu schiacciante, Mussolini ebbe il 65% dei voti, contro il misero 9% del secondo partito, il Partito Popolare Italiano guidato da De Gasperi. E secondo molti, fu proprio questa denuncia dei brogli a spingere Mussolini a far uccidere il parlamentare socialista.

Chi fece uccidere Matteotti?


Sia chiaro che questo non è uno spazio fascista, e che quindi ciò che stiamo per scrivere è argomentato da registrazioni, documenti e fatti conclamati.
Quello che stiamo per scrivere sul Delitto Matteotti non è altro che la verità, o quantomeno la teoria più prossima alla verità. Si sostiene che Mussolini si prese la colpa del Delitto Matteotti, questo attraverso una presa di posizione sulla responsabilità politica dell'atto che addosso a se stesso, ma questo è un errore madornale, che chiunque sia uno storico non dovrebbe fare. Mussolini, infatti si prese la responsabilità politica, o meglio morale, dell'atto in quanto vi era un brutto clima, nel quale era semplice che qualcuno potesse sbarazzarsi dei propri nemici. Difatti, non si può utilizzare come argomentazione la presa di posizione di Mussolini, perché lui in un celebre discorso in Parlamento disse che era rimasto sconcertato dall'omicidio di Matteotti, e in futuro dirà anche che Matteotti fu un cadavere messo sul suo cammino per farlo inciampare. Tutto ciò è avvalorato anche dalle parole dello storico italiano Arrigo Petacco, il quale in uno spazio del blog di Beppe Grillo ha rilasciato delle dichiarazioni che escludono senza ombra di dubbio Mussolini dall'omicidio: Mussolini non uccise Matteotti.

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Lo stesso De Felice sostenne che  l'omicidio non fu di matrice fascista. Una persona che si prende la responsabilità di un atto, non va poi a fare dichiarazioni del genere(stiamo parlando delle dichiarazioni di Mussolini). Se ciò non bastasse, abbiamo le dichiarazioni del figlio di Matteotti a chiarire come andarono realmente le cose.
Matteo Matteotti, figlio di Giacomo, fu parlamentare e anche Ministro, morì nel 2000 a 79 anni. Matteo Matteotti il 2 Maggio del 1985 durante la trasmissione Enigma di Rai 3 in presenza anche di suo fratello, disse che il mandante dell'assassinio fu il Re, e non Mussolini che invece non c'entrava nulla. Matteotti fu fatto tacere in merito a degli interessi petroliferi del gruppo Sinclair, e lo fece uccidere tramite De Bono, il quale difatti poco prima dell'omicidio si recò dal Re Vittorio Emanuele III, proprio per architettare l'assassinio.

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