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giovedì 6 agosto 2015

Goethe: riassunto vita e opere




Goethe è in assoluto il genio della letteratura tedesca: non è un caso se l'istituto per l'insegnamento del tedesco all'estero porta il suo nome (il Goethe Institut). Goethe sta alla letteratura tedesca come Shakespeare sta a quella inglese, Cervantes a quella spagnola e, con le dovute proporzioni, Dante Alighieri a quella italiana, anche se il nostro Dante è un genio universale, perché è molto di più di un semplice uomo di lettere.

In questo riassunto su Goethe vi racconterò la sua vita e i dettagli in generale delle sue opere, mentre per il Faustus, il suo capolavoro, ci sarà un articolo a parte. Ora che abbiamo finito con le presentazioni, andiamo a vedere nel dettaglio la vita di questo grande scrittore.

Vita di Goethe

Goethe riassunto





Johann Wolfgang von Goethe è nato nel 1734 a Francoforte sul Meno; suo padre era un funzionario dell'amministrazione imperiale. Dal 1765 al 1768 studiò legge a Lipsia, città in cui si alimentò il suo interesse per le arti figurative e la letteratura e in cui conobbe le opere drammatiche di Friedrich Gottlieb Klopstock e Gotthold Ephraim Lessing, che lo influenzarono.

Nel 1768, Goethe si ammalò gravemente e fece ritorno a Francoforte e superata la fase critica della malattia, iniziò a dedicarsi a materie come l'occultismo, l'alchimia e l'astrologia. Strinse poi una certa amicizia con Susanne von Klettenberg, un'attiva pietista amica della madre, la quale lo accostò al misticismo religioso. Dal 1770 al 1771 Goethe visse a Strasburgo, dove coltivò, accanto alle discipline giuridiche, lo studio dell'arte, della musica e delle scienze. Qui ebbe poi l'occasione di fare un paio di incontri che si sarebbero rivelati fondamentali per la sua vita e per la sua opera letteraria: questi sono gli incontri con Friederike Brion, la figlia di un pastore protestante che Goethe amò e che sarebbe entrata a far parte delle sue opere attraverso vari suoi personaggi femminili, compreso Margherita di Faust; e con il filosofo e critico letterario Johann Gottfried Herder, con cui strinse una profonda amicizia: Herder, fra l'altro, lo portò a dissociarsi dal classicismo francese, fedelissimo alla concezione aristotelica dell'unità di tempo, di luogo e di azione cui doveva attenersi la tragedia, e gli fece leggere Shakespeare, in cui l'intensità drammatica è creata proprio dall'assenza di tutte le rigide regole di Aristotele. Herder, inoltre, indusse Goethe ad approfondire il significato della poesia popolare tedesca e gli insegnò che le forme dell'architettura gotica possono essere fonti di ispirazione letteraria.

Nel 1771 si trasferì da a Wetzlar, per fare pratica presso il tribunale. Qui Goethe visse una fase di instabilità sentimentale da cui nacque la sua opera "I dolori del giovane Werther", che ebbe fin da subito un discreto successo anche internazionale.

Nel 1775 il diciottenne duca di Weimar chiese a Goethe di fargli da insegnate e lo scrittore si trasferì nella città, in cui visse fino al 1786, anno in cui partì per l'Italia. Nel primo decennio a Weimar Goethe si rivelò essere un buon organizzatore e amministratore, rendendo la cittadina un vivace centro culturale dove affluirono alcuni fra i migliori ingegni del tempo, tra cui l'amico Herder e Christoph Martin Wieland; qui inoltre ebbe l'occasione di dedicarsi allo studio di varie scienze tra cui la botanica, l'osteologia, l'ottica e la mineralogia. In quest'ultima, in particolare, si rivelò molto proficuo e ancora oggi esiste un minerale che porta il suo nome: la Goethite, una particolare varietà di ossido di ferro. A Weimar infine ebbe una storia d'amore accesissima con Charlotte von Stein, moglie di un ufficiale e donna di grande fascino e intelligenza.

Nel 1786 compì il famoso viaggio in Italia. I motivi che lo indussero a partire per l'Italia furono molti: il desiderio di allontanarsi dalla corte di Weimar e dalla von Stein ma soprattutto il desiderio di trovare nuovi stimoli e di dare nuovi orizzonti alla sua vena poetica, al contatto dell'arte e della cultura italiana, in particolare di quella classica. Dopo aver visitato le città dell'Italia settentrionale, la Sicilia e Napoli, Goethe si stabilì a Roma dove rimase fino al 1788. Si dedicò con fervore a studiare l'arte, l'architettura e la letteratura della Grecia, di Roma e del Rinascimento, che gli suggerirono forme di mirabile equilibrio per esprimere il fremito e la tensione della passione autentica. Di questo incontro resta affascinante testimonianza Viaggio in Italia, che venne pubblicato molti anni dopo (1816 e 1829)

Nel 1788 Goethe fece ritorno a Weimar e qui trovò un'atmosfera ostile nei circoli letterari, mentre a corte la sua relazione con Christiane Vulpius, una giovane che nel 1789 gli diede un figlio e che egli avrebbe sposato nel 1806, era mal sopportata. Malgrado tutto egli rimase a Weimar, perché trattenuto da due motivi d'interesse: la direzione del teatro ducale, che ricoprì dal 1791 al 1813, e la possibilità di perseguire meglio che altrove gli studi scientifici. Risalgono a questi anni vari scritti di anatomia comparata (1784), di botanica (1790) e due volumi di ottica (1791 e 1792). L'amicizia con Friedrich Schiller riavvicinò Goethe alla letteratura e dalla loro collaborazione, durata dal 1794 alla morte di Schiller nel 1805, scaturirono numerose composizioni liriche ed epiche.

Dal 1805 fino alla morte, avvenuta nel 1832, Goethe visse anni caratterizzati da un'intensa creatività. Osservò con grande attenzione i  grandi avvenimenti storici della sua epoca: la Rivoluzione francese, che considerò con un certo sospetto vedendovi non tanto l'espressione di un'istanza di libertà quanto lo scoppio incontrollato di forze oscure e disordinate; la fortuna di Napoleone, che ammirava e gli sforzi per l'unificazione della Germania, che considerava con indifferenza, se non con ostilità .

Opere di Goethe


Ora che vi ho descritto la sua vita, andiamo a vedere le caratteristiche delle sue opere. Vi riassumeremo soltanto le principali: "i dolori del giovane Werther" e "Faustus".

I dolori del giovane Werther (1774/1782)


I dolori del giovane Werther è un romanzo epistolare e viene pubblicato per la prima volta anonimo nel 1774 e nel 1782 viene pubblicato con il suo nome. L’autore però viene scoperto fin da subito e subito è esaltato come uno dei più grandi scrittori della letteratura tedesca, che contribuì a diffondere universalmente. Il libro ha subito un successo clamoroso sia in Germania sia all'estero e contribuì a contribuì a diffondere in Europa la nuova sensibilità preromantica. In Italia, in particolare, ispirò Ugo Foscolo per Le ultime lettere di Jacopo Ortis.

Il libro è essenzialmente questo: un misterioso editore raccoglie e pubblica le lettere che un giovane uomo, Werther, ha indirizzato a un non meno misterioso amico e confidente, Wilhelm. Questo è l’espediente con il quale Goethe trasferisce nei Dolori del giovane Werther la storia della sua passione impossibile per Charlotte Buff e l’eco di una vicenda di cronaca, il suicidio per amore di un giovane diplomatico. 

Faustus riassunto




Questo è il capolavoro indiscusso dell'autore e l'opera alla quale ha dedicato la sua intera vita, tanto che non gli bastò neanche per portarlo a termine. Infatti la seconda parte del romanzo venne pubblicata soltanto nel 1834, due anni dopo la sua morte.

In quest'opera Goethe riprende il tema di una leggenda popolare molto diffusa in Germania. La storia ha come protagonista uno studioso, Johann Faust, che, ormai vecchio, viene tentato dal demonio Mefistofele che lo invoglia a vendere la propria anima in cambio di giovinezza, sapienza e potere. Faust acconsente al patto e, diventato onnipotente, può disporre delle sorti e vite altrui: per esempio porta alla follia e alla morte una povera fanciulla, Margherita; poi inizia a esercitare la sua diabolica influenza presso le corti principesche del gran mondo. E anche se tutto sembra destinare l'anima di Faust alla dannazione, il romanzo si conclude con un lieto fine. La pietà divina riconosce il desiderio di bene che è stato all'origine di tanto peccare. È la stessa Margherita a intercedere con Dio per Faust, che diventa il simbolo dell'umanità stessa e del suo cammino verso la salvezza.

L'opera è quindi un'allegoria della vita umana e delle sue passioni, delle miserie e dei momenti di grandezza. Viene affermato il diritto e la capacità dell'individuo di voler conoscere il divino e l'umano e la capacità dell'uomo di essere 'misura di tutte le cose'. Inoltre è anche celato, dietro il personaggio di Faust, il cammino percorso da Goethe dagli anni inquieti e incerti dello Sturm und Drang fino alla compostezza classica delle forme e alla saggezza della maturità.

Spero che questo riassunto vi sia stato utile e, qualora aveste ancora qualche dubbio, non esitate a chiedere spiegazioni nei commenti. 

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