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mercoledì 29 luglio 2015

Federigo Degli Alberighi: Riassunto




Federigo Degli Alberighi è una delle novelle contenute nel Decameron di Giovanni Boccaccio, probabilmente la terza opera più grande e importante della letteratura italiana. La novella in questione è una delle più famose: esamineremo infatti la novella dedicata a Federigo Degli Alberighi, il quale pur di conquistare il cuore della sua amata monna Giovanna ha dilapidato tutto il suo patrimonio, ma proprio tutto! Ha ucciso anche il suo falcone, il suo migliore amico...ma ora basta con gli spoiler e veniamo al dunque: ecco un riassunto della novella "Federigo degli Alberighi", contenuta nel Decameron di Giovanni Boccaccio. Boccaccio è stato uno dei personaggi della letteratura italiana più importanti di tutti i tempi, e il Decameron(o Decamerone) è la sua opera di spicco.

Riassunto Federigo degli Alberighi

Federigo degli Alberighi Riassunto

"Federigo degli Alberighi" è la novella numero nove della quinta giornata del Decameron. La "regina di giornata", colei che decide il tema delle novelle che saranno raccontate durante la giornata, è Fiammetta, la quale racconta anche questa novella. Tutte le novelle della quinta giornata raccontano, per volere della regina di giornata, di amori che "dopo alcuni fieri o sventurati accidenti" giungono a un lieto fine. 

Federigo degli Alberighi è un giovane che appartiene a una delle famiglie nobili più in vista di Firenze (gli Alberighi sono una famiglia realmente esistita e veramente erano molto importanti: sono citati anche nella Divina Commedia). Essendo nobile è anche molto ricco e ama spendere il suo denaro per spassarsela e divertirsi, come tutti i nobili d'altro canto. Federigo è però afflitto da una terribile malattia: l'amore; infatti è follemente innamorato di una nobildonna, la famosa Monna Giovanna, la quale però è già sposata. Questo tuttavia non rappresenta un ostacolo per Federigo, il quale non desiste a spendere grandissime quantità di denaro per attirare la sua attenzione: organizza tornei cavallereschi, banchetti sontuosi, giochi e feste di ogni genere, ma questo non basta per conquistare il cuore di Giovanna, la quale rimane fedelmente legata al marito.

Avendo dilapidato tutto il suo patrimonio senza successo, Federigo si trova costretto a rifugiarsi presso un suo podere in campagna, unica proprietà rimastagli. Qui si dedica ad attività di campagna come l'agricoltura e la caccia col falcone, ultimo segnale della sua ormai perduta nobiltà. Caso vuole che un giorno Giovanna, ormai rimasta vedova, si ritira anche lei per l'estate presso un suo podere in campagna, che per puro caso si trova vicino a quello di Federigo. Insieme a lei porta anche il suo giovanissimo figlio, il quale non è esattamente a posto di salute. Anche qui si intromette il caso: il piccolo, mentre gioca nel bosco, incontra per caso Federigo che sta cacciando col suo falcone e i due diventano amici, ma il ragazzo più di ogni altra cosa brama ardentemente per il falco di Federigo, tanto da cadere in un'orribile malattia. Per farlo rinsavire la madre prova ogni stratagemma, ma tutti si rivelano inefficaci.

Un giorno, però, il piccolo rivela alla madre il suo interesse per l'uccello di Federigo (ok, concordo che questa frase detta così può sembrare un po' ambigua, ma sappiamo tutti che stiamo parlando di falconi e non di altri uccelli) e le promette di guarire se lei riuscisse a portarglielo in dono. L'unica speranza per Giovanna, quindi, è Federigo, ma con quale coraggio oserebbe presentarsi a chiedere in dono l'ultima ricchezza che gli è rimasta dopo tutto quello che ha speso per causa sua? Dopo aver meditato a lungo sul da farsi, Giovanna decide di recarsi da Federigo, il quale la riceve con piacere e la invita a pranzo. Trovandosi sprovvisto di carne, per non fare brutta figura con l'insigne ospite Federigo si vede costretto a far uccidere, spennare, cuocere e servire il suo falcone. Dopo il pranzo, quando Giovanna le chiede quello per cui era venuta, Federigo dice di aver servito l'animale per pranzo e che quindi anche se avesse voluto non potrebbe più consegnarglielo.

Giovanna quindi se ne torna a casa triste e il figlio dopo poco muore. Nonostante tutto, però, la novella finisce bene, perché succede che i fratelli di Giovanna vogliono che lei non resti sola con tutto il suo patrimonio, quindi desiderano che contragga un nuovo matrimonio. Giovanna però non vuole sapere di sposare nessun altro uomo che non sia Federigo, perché anche se ormai è un uomo povero rimane nobile d'animo, che è per lei ciò che veramente conta. I due quindi si sposano e lo scialacquatore che era un tempo Federigo diventa adesso l'amministratore delle sostanze di Monna Giovanna.

Spiegazione di Federigo Degli Alberighi

In questa novella si vede il chiaro tramonto degli ideali e dei valori del mondo nobile e cortese: in nome di questi ideali, Federigo arriva a perdere tutto il suo patrimonio per conquistare una donna che fino alla fine non è interessata a lui. Si capisce chiaramente che è necessario cambiare stile di vita, imparare ad amministrare meglio il proprio denaro e le proprie sostanze; bisogna quindi assumere lo stile di vita tipico della nuova classe borghese mercantile. In questo modo, dopo aver attraversato un periodo di povertà dovuto ai suoi sperperi, Federigo è pronto per diventare l'amministratore (o meglio, come dice Boccaccio, il "miglior massaio") delle enormi ricchezze di Giovanna, quelle stesse ricchezze che un tempo avrebbe dilapidato.

Nonostante tutto, però, traspare una certa nostalgia dei valori dell'amor cortese. Federigo, infatti, se avesse seguito da subito i nuovi ideali mercantili, avrebbe preferito non sacrificare il suo adorato falcone ma piuttosto utilizzarlo come moneta di scambio, per 'comprare' definitivamente l'amore di Giovanna, permettendo a suo figlio di poter continuare a vivere. Anche il lieto fine, rispetto a quello di altre novelle come per esempio Nastagio degli Onesti, novella molto simile a questa, non è poi così lieto: Federigo cade in disgrazia e Giovanna perde suo figlio prima che i due raggiungano l'amore. Questo perché la Fortuna, una delle 'forze motrici' (forse la più importante) del Decameron, gioca un ruolo fondamentale quando entra in correlazione con le passioni, e i risvolti possono risultare drammatici.

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