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mercoledì 10 giugno 2015

Arthur Schopenhauer riassunto

Oggi andremo a parlare di Arthur Schopenhauer. Dovete sapere che si tratta del filosofo preferito dal fondatore del sito, quindi dovrò cercare di superare me stesso. Fatemi gli auguri! Ci teniamo a sottolineare, prima di iniziare questo riassunto su Schopenhauer che Arthur è stato uno dei più grandi filosofi della storia, ma nonostante questo solamente dopo la sua morte ha avuto il successo che avrebbe meritato in vita, forse è stato anche il più concreto dei filosofi, e quello che capiva di più le dinamiche sociali della società nella quale viveva, e che paradossalmente sono molto simili alle dinamiche dell'odierna società italiana, pur essendo passati diversi secoli, e pur avendo lui vissuto lontano dall'Italia.
Arthur Schopenhauer

Ad ogni modo, Schopenhauer è stato il più acceso oppositore del movimento Idealista tedesco dell'Ottocento, di cui Hegel è stato l'esponente assoluto. L'impatto che quest'uomo ha avuto sulla filosofia è stato enorme, a lui (non solo, ma anche e soprattutto a lui) si deve buona parte del pensiero di Nietzsche, della produzione musicale di Wagner, degli studi di Freud e dell'opera letteraria di Thomas Mann. Come argomento della materia filosofica non è dei più corposi e spesso infatti viene solo accennato dai professori, tuttavia rappresenta una parte del corposissimo programma di Filosofia del Quinto anno delle scuole che prevedono l'insegnamento di questa materia e visto il suo ampio raggio di collegamento, aspettatevi una domanda su di lui alla maturità. 

Per essere preparati al meglio, ecco questo riassunto della vita e del pensiero di Schopenhauer.

Vita di Schopenhauer

Arthur Schopenhauer (per fortuna questa volta devo riportare un solo nome e un solo cognome...) è nato a Danzica, una città della costa baltica che al tempo della nascita del filosofo apparteneva al Regno di Prussia ma che negli anni successivi sarà una principali delle protagoniste della Storia con la S maiuscola, nel 1788. Anche suo padre, come quello di molti altri filosofi, era un ricco mercante, si vede che, al tempo, per dedicarsi all'attività filosofica bisognava essere di famiglia ricca, perché come attività non rendeva, non si veniva invitati in televisione a parlare nei talk show in prima serata, al massimo si poteva ambire a una cattedra universitaria, che è proprio ciò che il nostro Schopenhauer ottenne nel 1820, quando diventa libero docente all'università di Berlino.

L'astio tra Schopenhauer e Hegel


In quegli anni, in quell'università, insegnava un certo professor Georg Hegel, che negli anni si era distinto come uno dei più importanti filosofi sulla piazza. Al giovane professor Schopenhauer le teorie di questo Hegel non piacevano molto, anzi non le sopportava proprio: arrivò persino a definire Hegel stesso "un ciarlatano stupido e goffo". Uno dei tanti azzardi che caratterizzarono la sua vita lo compie in questi anni, fissando gli orari delle sue lezioni universitarie in modo che coincidessero con quelli delle di Hegel. Così facendo riuscì ad ottenere un certo numero di seguaci (oggi diremmo "followers), un numero molto esiguo, ma seppur pochi tutti i suoi studenti gli erano molto fedeli.

La personalità di questo filosofo era abbastanza strana: aveva una cultura sconfinata, conosceva le lingue e le letterature classiche (il greco e il latino) e moderne (spagnola, francese e italiana), era un grande amico di Goethe ma si a volte si comportava in modo strano: anche se ebbe molte storie, era un grandissimo misogino, odiava profondamente il genere femminile e ricevette anche una condanna per aver buttato giù dalle scale un'anziana signora. Amava il vino, la buona tavola e piaceri della vita e per questo motivo non poteva non amare l'Italia, paese che visitò più volte e per la cui unità si espose a favore negli ultimi anni della sua vita. La morte se lo portò via nel 1860, con una pleurite acuta, quando aveva ormai settantadue anni. Alla sua morte, il suo pensiero si diffuse in tutta Europa e molti furono i suoi nuovi seguaci, che fino a quando era ancora in vita, Schopenhauer chiamava i "suoi apostoli": tra questi, oltre ai già citati Wagner e Mann, si sono distinte nei loro campi altre importanti personalità, come per esempio quella della scultrice Elizabeth Ney, che plasmò il famoso busto di Schopenhauer e, dopo la morte del filosofo, alcuni grandi del pensiero mondiale come lo scrittore e pensatore Jorge Luis Borges, gli scienziati Albert Einstein e Erwin Schrödinger e ultimo solo in ordine cronologico ma non certamente per importanza il blogger e web marketer, nonché fondatore di Telodicoio Antony Bottiglieri.

Pensiero di Schopenhauer


Il pensiero di Schopenhauer è caratterizzato da due motivi eterogenei: da un lato la tradizione religiosa della mistica cristiana e la filosofia orientale, dall'altro alcune istanze dell'illuminismo e del romanticismo; nel suo pensiero, però, agivano soprattutto le riletture di Platone e di Kant.

Come scritto nella presentazione iniziale, Schopenhauer non condivideva per niente le posizioni dell'Idealismo che al suo tempo erano particolarmente in voga e si oppose in particolare alle idee di Hegel, il quale identificava realtà e razionalità. Egli accettava invece, anche se con qualche riserva, la distinzione che fece Kant tra fenomeno e cosa in sé. 

Su questa base Schopenhauer teorizzò una distinzione tra il mondo come rappresentazione, cioè come conoscenza dei fenomeni, e una realtà più profonda, che è il mondo come volontà. Riallacciandosi a quanto pensato dal filosofo irlandese Berkeley, per il quale l'essere si riduce alla percezione soggettiva, Schopenhauer sosteneva che, dal punto di vista della conoscenza, "il mondo è la mia rappresentazione", nel senso che esso costituisce un'immagine illusoria del soggetto. Alla sua base però c'è la volontà: essa costituisce per Schopenhauer quella "cosa in sé" che Kant riteneva inconoscibile, ma che si rivela, secondo Schopenhauer, nell'esperienza che l'uomo ha di sé.

La volontà secondo Schopenhauer


La volontà, però, non riguarda l'azione consapevole; essa è la volontà di vivere, cieca, irrazionale e inconscia, di cui l'uomo fa anzitutto esperienza in relazione al proprio corpo. Partendo da qui, Schopenhauer giungeva a fare della volontà l'unica essenza di tutta la realtà. Mentre il principio di causalità vale soltanto per il mondo dei fenomeni, che l'uomo si rappresenta attraverso le forme dell'intuizione (cioè lo spazio e il tempo), la volontà sfugge interamente a tale principio ed è pertanto priva di ogni causa e di ogni meta razionale: essa è unica, pur traducendosi in gradi diversi della realtà, che sono la natura inorganica, quella organica, le piante e gli animali, e infine l'uomo, in cui la volontà diventa consapevole di se stessa.

Questo sistema, però, è molto pessimistico, perché per Schopenhauer la volontà di vita non si può mai placare e non è in grado di trovare mai un appagamento totale, poiché la volontà è infinita e in continuo divenire. Essa conduce pertanto l'individuo al dolore, alla sofferenza, alla morte e, per la sua natura conflittuale, alla distruzione di altri esseri viventi. Per questo aspetto la dottrina di Schopenhauer non può che originare una metafisica a sfondo pessimistico e irrazionalistico.

L'etica di Schopenhauer 


L'uomo, però, può liberarsi da questa schiavitù anzitutto attraverso l'arte, anche se il distacco contemplativo che essa comporta rispetto alla sua individualità e alla sfera degli interessi pratici è solo temporaneo e parziale. L'etica invece, per Schopenhauer, è capace di portare l'uomo a una liberazione più autentica, fondata soprattutto sul sentimento della compassione, grazie alla quale l'individuo riconosce nel dolore altrui il suo proprio dolore, superando in questo modo il proprio egoismo. Ma è nell'ascesi (e qui si vede la grande influenza orientale del filosofo) che l'uomo riesce a raggiungere una liberazione totale, perché essa comporta una negazione totale del volere (negazione che Schopenhauer chiama noluntas, 'nolontà'), che si attua attraverso la castità, la rassegnazione, la povertà e il sacrificio.

Speriamo che questo riassunto su Schopenhauer vi sia tornato utile, nel caso in cui abbiate delle domande potete scriverci nei commenti.

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