Seguici su Facebook

martedì 26 maggio 2015

Il Medioevo: Riassunto




Con Medioevo si intende la cosiddetta "età di mezzo", il periodo storico che occupa quella porzione di secoli che separano il crollo dell'Impero Romano d'occidente, la più grande potenza del mondo antico, dal Rinascimento.

Sulla data ufficiale dell'inizio del Medioevo, gli storici sono d'accordo a collocarla nel 476, l'anno in cui un re barbaro depone l'ultimo imperatore di Roma; sulla data della sua fine, invece, il dibattito è ancora apertissimo: c'è chi la colloca nel 1492 (data della Scoperta dell'America), chi nel 1453 (anno della caduta dell'altro impero "romano", quello d'oriente), che ancora nel 1348 (l'anno in cui l'epidemia di peste nera raggiunse il suo picco). Analizzeremo questo ed altri punti in questo Riassunto sul Medioevo.

Il medioevo inoltre si divide in due periodi: quello che va dall'inizio fino a circa l'anno 1000 è detto Alto Medioevo, mentre il secondo periodo, quello che inizia circa nell'anno 1000 e si conclude con la fine di questo periodo storico è detto Basso Medioevo

Medioevo riassunto

L'inizio del Medioevo: le invasioni barbariche


Come ho detto nel proemio, gli storici sono soliti porre l'inizio del medioevo nell'anno 476, anno in cui il re germanico Odoacre depose l'ultimo sovrano dell'impero Romano, il quale all'inizio del quinto secolo, alla morte di Teodosio il Grande, era diviso in Oriente e Occidente; il sovrano deposto, Romolo Augusto, detto "Augustolo perché di età giovanissima", era imperatore nella parte occidentale. Già da prima di quella data, però, l'impero occidentale era soggetto alle scorrerie dei popoli germanici, i quali, venendo a mancare la stabilità del potere centrale e quindi la difesa dei confini settentrionali, iniziarono a penetrare nel territorio romano.


Quelle dei cosiddetti "barbari" non furono però vere e proprie invasioni, ma in realtà si trattò di grandi movimenti migratori dovuti a una lunga serie di motivi: i vari popoli germanici erano popolazioni soprattutto nomadi, che si spostavano di continuo e verso la fine del quarto e l'inizio del quinto secolo successe qualcosa che li spinse a migrare verso sud, forse un cambiamento climatico e molto più probabilmente la pressione di popolazioni più feroci e potenti da nordest: gli unni di Attila. Fatto sta che le popolazioni germaniche iniziarono a migrare verso le terre Romane e vi si stabilirono; desiderosi di maggiore autonomia, dal momento che avevano raggiunto una grande densità di popolazione nell'impero, iniziarono a fare la voce grossa nei confronti della componente Romana. I primi furono i Visigoti, i goti dell'ovest, che dopo che fu respinta la richiesta dei loro generali, alleati in campo dei romani, nel 410 sotto la guida del re Alarico saccheggiarono Roma, occupandola per un breve periodo, alla fine del quale (416) si stabilirono in Aquitania, dando vita al primo regno Romano-Barbarico e anni dopo, partendo dall'Aquitania, un gruppo di Visigoti e Suebi occuparono anche tutta la penisola iberica, dove venne istituito un regno cristiano. Fu poi la volta dei Vandali, i quali sotto la guida di Genserico occuparono le regioni africane e in pochi anni misero in piedi una flotta capace di tenere sotto scacco tutto il Mediterraneo.

Genserico poi, come aveva fatto Alarico nel 410, nel 455 saccheggia Roma. La situazione delle altre regioni dell'Impero non era migliore: la Gran Bretagna era stata abbandonata già alla fine del quarto secolo e nel quinto era già diventata di "proprietà" della componente germanica (Angli, Sassoni, Juti e Frisoni). Per l'Italia, la situazione fu un po' più complessa: l'Italia cessò di essere Romana nel 476 per i motivi già raccontati. Odoacre regnò sulla penisola fino al 488, anno in cui gli Ostrogoti, che agivano sotto l'egida dell'imperatore d'oriente, il quale voleva riappropriarsi dell'Italia, invasero il paese e lo conquistarono dopo cinque anni di violenta guerra. Il capo degli Ostrogoti, Teodorico, non consegnò l'Italia all'imperatore che l'aveva inviato, ma se la tenne per sé instaurando il regno Romano-Barbarico degli Ostrogoti.

Tutti questi popoli di cui vi ho parlato, dopo aver istituito i loro regni, si convertirono al cristianesimo, ma a quello "sbagliato": abbracciarono infatti la fede Ariana. Questa fede, teorizzata dal monaco egiziano Ario, prevedeva che la natura di Gesù fosse soltanto umana fu bollata come eresia nel concilio di Nicea del 325, il primo concilio dei vescovi della chiesa cristiana. I Germani appena convertiti al Cristianesimo scelsero questa strada soprattutto per semplicità, perché faticavano a credere nella doppia natura divina e umana di Cristo. Questo però portò allo scoppio di conflitti a carattere religioso, soprattutto nel regno Vandalo, in cui abbiamo prove che fossero avvenuti massacri di cattolici. L'unico regno che abbracciò subito la fede Cattolica fu il regno Franco.

I Franchi erano una congregazione di tribù germaniche che abitavano oltre il confine romano del Reno e quando la protezione su questo venne meno, iniziarono a penetrare in Gallia instaurando un regno Romano-Barbarico retto dai discendenti del leggendario re guerriero Meroveo (la cosiddetta stirpe Merovingia). Tra il 486 e il 496, un membro di questo "casato" diventato re, un tale Clodoveo, unificò il regno e si convertì al Cattolicesimo Romano. Questo fatto potrebbe spiegare il motivo per il quale la monarchia francese sia sempre stata nel corso della storia molto vicina alle istanze del Papato.

I regni romano-barbarici, seppur fossero molto diversi tra loro, seguivano pressoché tutti lo stesso schema di governo. L'aristocrazia Germanica era molto forte dal punto di vista bellico ma scarsa dal punto di vista dell'organizzazione politica e burocratica, quindi il re e i principali generali erano di etnia germanica mentre gli alti funzionari e i consiglieri di stato facevano parte della classe dirigente Romana.

L'impero Bizantino



Ma mentre a Occidente accadeva tutto ciò, qual era la situazione nell'Impero d'Oriente (che da ora in poi chiameremo Bizantino, dall'antico nome della sua capitale, Costantinopoli)? 

La civiltà bizantina raggiunse un livello altissimo in tutte le sue espressioni: fiorirono la cultura e le arti, le leggi romane vennero riorganizzate e tutto funzionava alla perfezione, segno dell'unità e della potenza del Cristianesimo Orientale. L'imperatore era visto come l'incarnazione di Cristo in terra e in quanto tale aveva il controllo supremo sia degli affari politici sia di quelli religiosi (questa tendenza prese il nome di Cesaropapismo). Sotto il regno dell'imperatore Giustinano, l'impero raggiunse il suo apice: il suo generale, Belisario, su suo ordine, soggiogò il regno dei Vandali e dopo una lunga guerra (la guerra Greco-Gotica) rioccupò anche l'Italia, ristabilendo la supremazia "romana" sul Mediterraneo. Sempre sotto il suo regno, venne composto il Corpus Iuris Civilis, la riorganizzazione di tutte le leggi del diritto romano, il quale è alla base di buona parte delle legislazioni moderne. Le ragioni della prosperità bizantina furono sostanzialmente tre: il fatto che l'impero non fu mai invaso dai barbari (salvo qualche scorreria gotica e unna), l'efficiente burocrazia e l'enorme ricchezza.

Non mancarono però i problemi e gli elementi di debolezza: le dissidenze interne, le pressioni dei Persiani prima e degli Arabi poi, dei Bulgari e degli Slavi, i contrasti religiosi con la Chiesa Romana, che si risolsero con lo scisma definitivo del 1054. L'impero Bizantino cessò di esistere nel 1453, quando i Turchi Ottomani entrarono in Costantinopoli.

La nascita e l'ascesa dell'Islam


A metà del VII secolo, nella penisola Arabica iniziò a farsi strada un nuovo credo religioso, destinato a far parlare di sé negli anni avvenire: l'Islam.

Islam è una parola araba che significa "sottomissione totale" e nonostante i problemi iniziali questa nuova religione predicata dal profeta Muhammad (Maometto) ebbe una diffusione rapidissima. Alla morte del profeta, tutta la penisola arabica era sotto il controllo del califfo (il successore del profeta) Islamico. Dopo una breve fase elettiva, il califfato divenne ereditario e in pochissimi anni, prima sotto la dinastia Omayyade (661-750) e poi sotto quella Abbaside (750-1258) venne costruito un immenso impero teocratico, esteso dalla Spagna (dove l'avanzata fu fermata dall'esercito Franco) per tutta l'area del Nordafrica e del Medio Oriente fino alla Persia e i confini con la Cina. A metà del '200, la potenza Islamica iniziò una caduta vertiginosa: a occidente, i regni cristiani della Penisola Iberica iniziarono a portare avanti la loro opera di Reconquista, conclusasi nel 1492 con la presa di Granada e a Oriente, nel 1258, i mongoli distrussero Baghdad e posero fine al califfato Abbaside. Senza contare, poi, il fenomeno delle Crociate, le 8 guerre bandite dal Papa per "liberare il santo Sepolcro dagli Infedeli"

Per approfondire questo punto: Le Crociate: riassunto

L'Islam ritornò in auge grazie ai Turchi Ottomani, che 200 anni dopo gli Abbasidi restaurarono l'impero, conquistando Costantinopoli.

L'Italia tra Bizantini, Longobardi e Franchi


Intorno al 568, una nuova popolazione germanica scese in Italia: i Longobardi.

I Longobardi varcarono le Alpi dilagando nella Pianura Padana, dove stabilirono  la loro capitale nella città di Pavia. Sotto il re Agilulfo molti Longobardi si convertirono al Cristianesimo, grazie alla grande opera di papa Gregorio I Magno. La Chiesa aveva raggiunto un potere enorme, con l'Europa frammentata com'era, infatti, l'unico elemento di unita sociale era la fede cristiana e l'evangelizzazione dei "barbari" era diventato l'obbiettivo primario. In questo periodo nacque e si sviluppò il movimento monastico: in tutta Europa nacquero comunità di monaci che seguivano una regola, soprattutto quella di San Benedetto, I monasteri erano centri di vita spirituale, culturale e economica.

L'alleanza con la chiesa si fece più forte quando il re Longobardo Liutprando donò delle terre alla Chiesa Cattolica, andando a comporre l'ossatura di quello che diventerà in futuro lo Stato Pontificio. Quando però il suo successore, il re Astolfo, iniziò una nuova politica espansionistica, papa Stefano II chiese aiuto ai Franchi di Pipino il Breve, i quali sconfissero i Longobardi e li costrinsero a cedere terre alla Chiesa. Questo popolo fu definitivamente sconfitto dai Franchi del re Carlo, il futuro Carlo Magno, nel 774 e la penisola fu divisa tra Franchi, Bizantini (che resistevano in meridione) e il neonato Stato Pontificio.

Il Sacro Romano Impero da Carlo Magno agli Asburgo


Il re dei Franchi Carlo, nella notte di Natale dell'anno 800, venne incoronato a Roma, dal Papa in persona, Imperatore dei Romani. Nasceva quindi il Sacro Romano Impero: Sacro perché caratterizzato dalla fede cristiana, Romano Impero perché si voleva riprendere e rinnovare la tradizione dell'ormai caduto Impero Romano. 

Per controllare il vasto impero, Carlo affidò il controllo delle diverse zone dei suoi domini degli uomini di fiducia, che dovevano esercitare il potere in sua rappresentanza. Questo segnò la nascita del feudalesimo, anche se ufficialmente gli storici collocano la sua nascita nell'877, con il Capitolare di Quierzy, il documento che sancì l'ereditarietà dei feudi maggiori. Alla morte di Carlo, gli successe il figlio Ludovico detto il Pio, alla morte del quale si scatenò una guerra di successione tra i suoi tre figli maschi, che si concluse con la divisione dell'impero in tre zone. Alla fine del secolo, l'impero cadde in una profonda crisi, sia a causa della crescente potenza dei grandi feudataria, sia a causa delle nuove invasioni di Normanni, Vichinghi, Saraceni e Magiari. Carlo il Grosso riuscì a riorganizzare l'Impero nell'884, ma fu costretto a rassegnare le dimissioni nell'887.

Nel 962 venne incoronato a Roma un nuovo imperatore: il re di Germania Ottone I di Sassonia. Ottone unì così la corona germanica a quella imperiale, dando vita al Sacro Romano Impero di Nazione Germanica, o Primo Reich. Alla dinastia sassone successe quella di Franconia, i cui figli entrarono in conflitto col Papa sulla questione delle investiture dei Vescovi (la Lotta per le investiture: 1075-1122). Alla morte dell'ultimo esponente di Casa Franconia, si scatenò una lotta per la successione tra due schieramenti opposti: i Guelfi, che appoggiavano la casa di Baviera e i Ghibellini, che invece sostenevano quella di Svevia. Il conflitto si risolse con l'elezione di Federico I Hohenstaufen di Svevia, detto "il Barbarossa", figlio di un esponente ghibellino svevo e di una bavarese guelfa, il quale riuscì a placare le acque in Germania. Il Barbarossa scese più volte in Italia per richiamare all'ordine i Comuni che si erano proclamati indipendenti dall'Impero, ma non riuscì in questo intento e fu costretto a concedere l'autonomia. Con un'abile mossa politica, fece poi sposare il figlio con l'ultima discendente del regno Normanno, ottenendo così il controllo del Meridione Italiano. Nel 1215 salì al trono di Germania, con l'appoggio di papa Innocenzo III, il nipote del Barbarossa, Federico II di Svevia. Il nuovo imperatore riuscì a creare nel Sud Italia un regno raffinatissimo dal punto di vista culturale, ma al Nord dovette anch'egli scontrarsi coi comuni, nei quali nacquero fazioni pro Imperiali e anti Imperiali che presero anch'esse il nome di Guelfi e Ghibellini.

Alla morte di Federico II, ripresero le lotte per il potere sia in Germania sia in Italia, dove il potere degli Angioini francesi chiamati dal Papa per governare le regioni meridionali fu contrastato dal nuovo imperatore, Enrico VII di Lussemburgo, e dal casato Aragonese. All'inizio del '400, l'ultimo esponente di casa Lussemburgo sposò una principessa del casato d'Asburgo. Questa famiglia prese quindi il titolo di imperatore e quindi il potere in Germania e lo mantenne fino al 1806, anno in cui Napoleone Bonaparte pose fine al Sacro Romano Impero.

La Situazione Italiana: Comuni, Signorie e Principati


Per approfondire leggi: I comuni: riassunto

Sul finire dell'XI secolo, le nuove élites cittadine iniziarono a riunirsi in associazioni e a eleggere i propri magistrati, con l'obbiettivo di ripianare i contrasti interni e di promuovere e difendere la loro immunità e i loro privilegi. Nacquero quindi le prime organizzazioni comunali, le quali riuscirono a ottenere una discreta autonomia dopo aver sconfitto l'imperatore e averlo costretto alla pace. Un grande problema di questi Comuni era però la conflittualità tra le varie fazioni, problema che si risolse affidando il governo del comune a una sola persona e con la nascita, quindi, di un nuovo sistema politico: la Signoria.

Nel corso del XIV secolo, le signorie più importanti presero sempre più terreno e alcuni signori particolarmente facoltosi arrivarono ad acquistare un titolo nobiliare. La signoria, quindi, si trasformò in un vero e proprio Principato eredetario. Nel XV secolo l'Italia era un mosaico di statarelli regionali.

La nascita delle Monarchie Nazionali


In contrapposizione a ciò che stava accadendo in Italia, nel resto dell'Europa Occidentale la crisi delle due principali istituzioni, l'Impero e il Papato, fece sì che iniziò il fenomeno della nascita di quei grandi stati nazionali che si sarebbero poi consolidati nei secoli successivi.

La formazione queste nuove monarchie "assolute", cioè sciolte da ogni tipo di vincolo imperiale o ecclesiastico, comportò la decadenza del sistema feudale e l'ascesa di quello borghese, che diventò il principale alleato del potere monarchico. 

Le caratteristiche principali di questo tipo di stati erano la concentrazione di tutto il potere nelle mani del Re e l'amministrazione dello stato fu affidata non più a uomini la fiducia era assicurata in cambio di terra ma a funzionari stipendiati dal tesoro regio. I paesi che si diedero questa organizzazione furono l'Inghilterra, la Francia, la Spagna e il Portogallo. 

Nessun commento:

Posta un commento