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lunedì 20 aprile 2015

Come calcolare il TFR

Il calcolo del TFR (Trattamento di fine rapporto) è un argomento che, nonostante le sue radici ormai antiche, viene spesso trattato e modificato in funzioni delle norme tributarie e sociali del periodo storico in cui il lavoratore si trova a ricevere il proprio stipendio.
Riguardo questo componente della retribuzione del dipendente, anche ultimamente si è detto e legiferato molto, rafforzando l'ipotesi di trasferirne parte in busta paga secondo la scelta personale del lavoratore. E probabilmente ne sentiremo discutere ancora parecchio perché il tema è ancora sotto discussione e lo sarà per molto altro tempo ancora.
Questo tema sarà discusso sia tra i lavoratori che tra i nostri governanti, bisogna riuscire a trovare una soluzione TFR, perché c'è troppa confusione e in questo grave periodo di crisi economica è meglio risolvere problemi di questo genere nel minor tempo possibile. Probabilmente però passeranno anni prima che si riesca a risolvere.
Come calcolare il TFR

Come calcolare il TFR

Per il calcolo del TFR, attualmente è necessario prendere in considerazione un numero di parametri che lo fanno maturare in maniera progressiva durante il rapporto lavorativo con l'azienda. La somma, che verrà rilasciata alla fine del vincolo, si calcola prendendo la retribuzione lorda del lavoratore e dividendola per 13,5. Da tale cifra si dovrà poi sottrarre il valore dei contributi INPS, attualmente stimati attorno allo 0,5%. Per meglio comprendere, possiamo considerare un esempio

Esempio calcolo TFR

Immaginiamo di avere una retribuzione maturata, nell'anno 2015, di 30.000 Euro. Otterremo la quota al lordo del contributo calcolando 30.000 / 13,5, ovvero 2222, 22 Euro. Successivamente, considereremo il calcolo della quota annua relativa al contributo, che si ottiene moltiplicando lo stipendio annuale lordo (30.000) per 0,5%, ovvero 150 Euro.

Avremo quindi, con un calcolo finale, la quota TFR relativa al 2015: 2222,22 - 150 = 2072,22 Euro. Il valore così ottenuto andrà a confluire in un fondo particolare, che verrà rivalutato anno dopo anno, per adeguarlo agli indici Istat in corso.

Ricordiamo inoltre che nel computo del TFR non mancano altri parametri da considerare a seconda del rapporto lavorativo in corso: i permessi verranno considerati ai fini del calcolo del TFR nel caso in cui vi sia una retribuzione; per quanto riguarda la malattia, il periodo di assenza, ai fini TFR, viene conteggiato e dunque considerato lavorato; ed anche per la maternità della lavoratrice troviamo un trattamento simile: il periodo considerato è a tutti gli effetti da ritenere lavorato. In tutti questi casi, la retribuzione viene computata normalmente, anche in caso di infortunio, con le somme a cui il lavoratore avrebbe percepito se fosse stato in forma.

Abbiamo visto come calcolare il TFR. Ma dal punto di vista sociale sono in atto diverse dispute in merito alla destinazione del TFR: fino ad oggi, l'impresa per cui il lavoratore presta servizio decide di accantornarlo per versarlo al dipendente al momento della liquidazione; tuttavia la prassi comune è stata rivalutata da alcune recenti ipotesi: secondo queste, il lavoratore può destinarlo alla previdenza complementare, nel caso in cui il TFR non venisse lasciato in azienda.

L'opzione in questione sarebbe prevista dalla Legge di Stabilità del 2015, che implica che i lavoratori possano percepire una parte di TFR come quota ad integrazione della retribuzione. Il tutto, nonostante le numerose critiche, che vedrebbero troppo gravoso in termini di liquidità, per gli artigiani ed i piccoli imprenditori, erogare questo consistente anticipo, che secondo tale legge dovrebbe corrispondere ad una percentuale pari al 50 o al 100% della somma da considerare.

Per quanto riguarda i lavoratori il problema è simile: è meglio ricevere più denaro oggi, oppure un TFR più corposo al momento della pensione o della liquidazione? Le preoccupazioni attuali in tema TFR di certo rimetteranno in discussione il suo calcolo a breve, comune il TFR si calcolerebbe nello stesso modo, e probabilmente sarà da trattare in modi mai affrontati fino ad ora sia per lavoratori che imprese.

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