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martedì 18 novembre 2014

Basso Medioevo Riassunto

Riassunto Basso Medioevo


Nell’11 secolo iniziò una nuova fase della storia chiamata Basso Medioevo, in cui ci furono molti sviluppi specialmente dal punto di vista agricolo e commerciale che adesso andremo a riassumere in questo riassunto sul basso medioevo. Questo periodo è una parte del periodo che va dalla caduta dell'Impero romano alla scoperta dell'America, ovvero il Medioevo

Venne introdotta la rotazione triennale, che consisteva nel lasciare a riposo una parte del terreno ogni 3 anni, per far sì che il terreno producesse sempre di più, inoltre venne introdotto l’aratro pesante per scavare più a fondo ciò nell'intendo di trovare la parte più fertile del terreno. Venne anche introdotto il gioco, un particolare collare rigido per gli animali che serviva per unirli insieme e fargli trascinare l’aratro, in questo modo si riuscì a impiegare i cavalli per il lavoro sui campi, che erano più veloci. 

Tutte queste innovazioni fecero sì che il raccolto agricolo aumentasse, e aumentasse anche la popolazione. anche grazie alla fine delle incursioni barbariche.

Inoltre, si pensò di iniziare a dissodare le parti di terreno non usate, e diboscare le parti paludose in modo da poter creare sempre più campi e villaggi, e di conseguenza più raccolto e cibo per tutti, inoltre il raccolto in eccesso veniva venduto, da ora in avanti l'agricoltura non sarebbe stata più solo di sussistenza.

Si sviluppò anche il commercio, infatti grazie all'aumento dei campi e al raccolto, quello in eccesso veniva venduto nei mercati locali ma non solo, questo fece sì che il commercio marittimo si ingrandìsse sempre di più, poiché aumentava la richiesta di beni. Le repubbliche marinare maggiori in Italia furono Venezia, Genova, Pisa, Amalfi.

Basso medioevo Riassunto
Venne introdotto un nuovo sistema di potere, basato sul rapporto vassallatico. Questo sistema prese il nome di feudalesimo. Si instaurava un’alleanza tra il potere centrale e il potere locale. Come all'inizio, anche in questo sistema veniva concesso in beneficio un feudo, ma rispetto all'epoca precedente il vassallo che riceveva in omaggio la terra, non combatteva solo per il signore per avere una terra e un alloggio, ma diveniva governatore di quella terra, governandola con un potere più ampio. Quindi se nell'Alto Medioevo si creava un’alleanza tra due persone, ora si crea un alleanza tra potere centrale e potere locale.

Grazie a questo sistema si venne a creare una gerarchia, dove al vertice c’era il sovrano, che dava ordini ai vassalli, chiamati ora feudatari, che a loro volta possono avere un loro vassallo e quindi concedere un feudo ad altri vassalli. Questo schema non venne mai del tutto messo in pratica poiché il sovrano governava comunque direttamente alcune porzioni di territorio. Questo sistema si rivelò efficace per creare un rapporto formare tra sovrano e potere locale. 

Ad esempio i signori di banno (coloro che avevano un grande terreno e avevano anche funzione difensiva e giudiziaria) per ottenere una legittimazione formale, davano al sovrano tutti i loro possedimenti insieme ai poteri che potevano esercitare, e a sua volta il sovrano glieli restituiva. In questo modo il feudatario non rischiava di perdere i suoi possedimenti continuando comunque a esercitare i poteri di prima, e il re vedeva riconosciuta la propria autorità.

In questo sistema venne implementata anche l’ereditarietà dei feudi, ovvero se un vassallo moriva, i suoi feudi andavano alla famiglia, in questo modo la concessione dei feudi non era più temporanea, ma definitiva. Questo sistema era una garanzia sia per il potere centrale che per il potere locale. Se il vassallo avesse tradito, il sovrano avrebbe potuto togliergli il feudo con un motivo valido, mentre se il sovrano avesse tolto al vassallo il feudo senza motivo, quest'ultimo si sarebbe potuto appellare al tribunale dei suoi pari

Inoltre venne istituito un editto (constitutio de feudis) da Corrado II che fece si che i benefici minori, ovvero quelli dati da un vassallo a un suo vassallo minore fossero ereditari. L’imperatore in questo modo era al vertice della gerarchia feudale, perché ci si poteva rivolgere a lui per vedersi riconosciuta l’ereditarietà.

Tra i Normanni, i primi che riuscirono a conquistarsi una parte dell’Italia meridionale furono le truppe di Guglielmo Altavilla. A cui venne riconosciuto il titolo di Duca di Melfi e gli vennero concessi i territori sottratti ai bizantini in forma feudale.
In pochi anni i Normanni si affermarono come una grande potenza, il papato cercò di affrontarli più volte per eliminarli ma non ci riuscì e quindi decise di allearsi con loro per farli combattere contro le città che si opponevano alla Chiesa, nello specifico i musulmani e gli ortodossi in Calabria, Puglia e Sicilia. Queste città conquistate vennero poi ereditate da Ruggero II che costituì un nuovo regno con capitale Palermo e fuse le varie tradizioni araba, bizantina e normanna.

Con l’uso del feudalesimo si venne a creare una nuova classe sociale, la cavalleria. Dalla parte militare questo termine significava combattere a cavallo, ed era costituita da un gruppo sociale di persone che condividevano gli stessi ideali. Più avanti la cavalleria divenne un mezzo di ascesa sociale, e ancora più in la potevano diventare cavalieri solo i figli di cavalieri e di conseguenza si aggiunsero a questa classe sociale anche un gruppo di persone che condivideva gli ideali cavallereschi (difendere il padrone, le persone povere…). Venne quindi associato al termine di cavaliere il termine nobile, e questi due termini diventarono sinonimi.

Oltre ai cavalieri, nella società c’erano anche altre persone, che vennero divise nella cosiddetta teoria dei tre ordini: c’erano le persone che combattevano (bellatores), quelle che pregavano (oratores) e quelle che lavoravano (laboratores). Questo schema è molto rigido ma spiega in parole povere come era organizzata la società a quel tempo.

In questa società e in alcune città avvenivano spesso delle violenze gratuite e degli scontri. Per rimediare a questo la Chiesa decise prima di istituire le cosiddette paci di Dio, ovvero un’assemblea in cui tutti i presenti giuravano di mantenere la pace e soprattutto di non combattere contro chi non fosse armato. 

In seguito, per evitare ancora più scontri, vennero istituite anche le tregue di Dio, ovvero venne vietato di combattere in alcuni periodi dell’anno molto importanti per la Chiesa (Pasqua, Natale..).
Da queste paci e tregue di Dio nacque una nuova concezione del cavaliere, ovvero il cavaliere al servizio della Chiesa.

La Chiesa autorizzava i cavalieri a combattere contro chi non rispettava le paci di Dio o chi andava contro la Chiesa ed era quindi eretico o musulmano, quindi non solo era permesso combattere con le armi per Dio, ma si pensava bensì che era un modo per raggiungere il paradiso una volta morti.
Proprio da questa concezione iniziarono le prime guerre sante commissionate dalla Chiesa, le cosiddette crociate (crociati perché portavamo il simbolo della croce come i pellegrini, la spedizione all'inizio era chiamata “iter” come il “viaggio” del pellegrino). 

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