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venerdì 27 gennaio 2017

Basso Medioevo Riassunto

Nell'anno mille termina la fase iniziale del Medioevo(Alto Medioevo) e inizia una nuova fase della storia chiamata Basso Medioevo, in cui ci furono molti sviluppi, specialmente dal punto di vista agricolo e commerciale che adesso andremo a riassumere in questo riassunto sul basso medioevo. Questo periodo si colloca tra l'Alto Medioevo che inizia con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente e la scoperta dell'America.

Questo periodo è ritenuto comunemente un periodo buio, pieno di terrore e di problemi di varia natura, tant'è che il Medioevo è entrato nel linguaggio di tutti i giorni grazie alla frase:"Non siamo mica nel Medioevo". In realtà la vita nel Medioevo era decisamente meno dura di quello che oggi è possibile immaginare.
Crociate

Le novità agricole nel Basso Medioevo


Venne introdotta la rotazione triennale, che consisteva nel lasciare a riposo una parte del terreno ogni 3 anni, per far sì che il terreno producesse un raccolto migliore, inoltre venne introdotto l’aratro pesante per scavare più a fondo ciò nell'intento di trovare la parte più fertile del terreno.

Venne anche introdotto il gioco, un particolare collare rigido per gli animali che serviva per unirli insieme e fargli trascinare l’aratro, in questo modo si riuscì a impiegare i cavalli per il lavoro sui campi, che erano più veloci. 

Tutte queste innovazioni fecero in modo che il raccolto agricolo aumentasse, e questo in concomitanza con la fine delle guerre con i germanici, portò ad un aumento demografico.
Inoltre, si pensò di iniziare a dissodare le parti di terreno non usate, e diboscare le parti paludose in modo da poter creare un numero maggiore di campi e villaggi, e di conseguenza più raccolto e cibo per tutti, inoltre il raccolto in eccesso veniva venduto, da ora in avanti l'agricoltura non sarebbe stata più solo di sussistenza.

Il commercio nel Basso Medioevo


Si sviluppò anche il commercio, infatti grazie all'aumento dei campi e al raccolto, quello in eccesso veniva venduto nei mercati locali ma non solo, questo permise anche al commercio marittimo di espandersi, grazie alla crescita della domanda dei beni di consumo. Le repubbliche marinare maggiori in Italia furono Venezia, Genova, Pisa, Amalfi.

Il Feudalesimo nel Basso Medioevo


Venne introdotto un nuovo sistema di potere, basato sul rapporto vassallatico. Questo sistema prese il nome di feudalesimo. Si instaurava un’alleanza tra il potere centrale e il potere locale.

Come all'inizio, anche in questo sistema veniva concesso in beneficio un feudo, ma rispetto all'epoca precedente il vassallo che riceveva in omaggio la terra, non combatteva solo per avere una terra e un alloggio, ma diveniva governatore di quella terra, governandola con un potere più ampio. 

Quindi se nell'Alto Medioevo si creava un’alleanza tra due persone, ora si crea un'alleanza tra potere centrale e potere locale.

Grazie a questo sistema si venne a creare una gerarchia, dove al vertice c’era il sovrano, che dava ordini ai vassalli, chiamati ora feudatari, che a loro volta possono avere un loro vassallo e quindi concedere un feudo ad altri vassalli. 

Questo schema non venne mai del tutto messo in pratica poiché il sovrano governava comunque direttamente alcune porzioni di territorio. Ebbe comunque la sua utilità perché creò un rapporto formale tra il sovrano e il potere locale.

Ad esempio, i signori di banno (coloro che avevano un grande terreno e avevano anche funzione difensiva e giudiziaria) per ottenere una legittimazione formale, davano al sovrano tutti i loro possedimenti insieme ai poteri che potevano esercitare, e a sua volta il sovrano glieli restituiva. 

In questo modo il feudatario non rischiava di perdere i suoi possedimenti continuando comunque a esercitare i poteri di prima, e il re vedeva riconosciuta la propria autorità.

In questo sistema venne implementata anche l’ereditarietà dei feudi, ovvero se un vassallo moriva, i suoi feudi andavano alla famiglia, in questo modo la concessione dei feudi non era più temporanea, ma definitiva.

Questo sistema era una garanzia sia per il potere centrale che per il potere locale. Se il vassallo avesse tradito, il sovrano avrebbe potuto togliergli il feudo con un motivo valido, mentre se il sovrano avesse tolto al vassallo il feudo senza motivo, quest'ultimo si sarebbe potuto appellare al tribunale dei suoi pari

Inoltre venne istituito un editto (constitutio de feudis) da Corrado II che fece si che i benefici minori, ovvero quelli dati da un vassallo a un suo vassallo minore fossero ereditari. L’imperatore in questo modo era al vertice della gerarchia feudale, perché ci si poteva rivolgere a lui per vedersi riconosciuta l’ereditarietà.

I Normanni durante il Basso Medioevo

Basso Medioevo

Tra i Normanni, i primi che riuscirono a conquistarsi una parte dell’Italia meridionale furono le truppe di Guglielmo Altavilla. A cui venne riconosciuto il titolo di Duca di Melfi e gli vennero concessi i territori sottratti ai bizantini in forma feudale.

In pochi anni i Normanni si affermarono come una grande potenza, il papato cercò di affrontarli più volte per eliminarli ma non ci riuscì e quindi decise di allearsi con loro per farli combattere contro le città che si opponevano alla Chiesa, nello specifico i musulmani e gli ortodossi in Calabria, Puglia e Sicilia. 

Queste città conquistate vennero poi ereditate da Ruggero II che costituì un nuovo regno con capitale Palermo e fuse le varie tradizioni: araba, bizantina e normanna.

La cavalleria nel Basso Medioevo


Con l’uso del feudalesimo si venne a creare una nuova classe sociale, la cavalleria. Dalla parte militare questo termine significava combattere a cavallo, ed era costituita da un gruppo sociale di persone che condividevano gli stessi ideali.

 Più avanti la cavalleria divenne un mezzo di ascesa sociale, e ancora più in la potevano diventare cavalieri solo i figli di cavalieri e di conseguenza si aggiunsero a questa classe sociale anche un gruppo di persone che condivideva gli ideali cavallereschi (difendere il padrone, le persone povere…). Venne quindi associato al termine di cavaliere il termine nobile, e questi due termini diventarono sinonimi.

Oltre ai cavalieri, nella società c’erano anche altre persone, che vennero divise nella cosiddetta teoria dei tre ordini: c’erano le persone che combattevano (bellatores), quelle che pregavano (oratores) e quelle che lavoravano (laboratores). Questo schema è molto rigido ma spiega in parole povere come era organizzata la società a quel tempo.

In questa società e in alcune città avvenivano spesso delle violenze gratuite e degli scontri. Per rimediare a questo la Chiesa decise prima di istituire le cosiddette paci di Dio, ovvero un’assemblea in cui tutti i presenti giuravano di mantenere la pace e soprattutto di non combattere contro chi non fosse armato. 

In seguito, per evitare scontri, vennero istituite anche le tregue di Dio, ovvero venne vietato di combattere in alcuni periodi dell’anno molto importanti per la Chiesa (Pasqua, Natale..).

Da queste paci e tregue di Dio nacque una nuova concezione del cavaliere, ovvero il cavaliere al servizio della Chiesa.

La Chiesa autorizzava i cavalieri a combattere contro chi non rispettava le paci di Dio o chi andava contro la Chiesa ed era quindi eretico o musulmano, quindi non solo era permesso combattere con le armi per Dio, ma si pensava bensì che era un modo per raggiungere il paradiso una volta morti.

Proprio da questa concezione iniziarono le prime guerre sante commissionate dalla Chiesa, le cosiddette crociate (crociati perché portavamo il simbolo della croce come i pellegrini, la spedizione all'inizio era chiamata “iter” come il “viaggio” del pellegrino). 

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